ORDINANZA SINDACALE A MINTURNO PER USARE CON PARSIMONIA L'ACQUA, PENA SANZIONI AMMINISTRATIVE


comune-minturnoIl sindaco di Minturno, Paolo Graziano, ha emesso una ordinanza che è un invito ad un utilizzo parsimonioso dell’acqua corrente. Il mancato rispetto di tale disposizione sindacale comporta una sanzione amministrativa.

Un provvedimento necessario in un periodo di grande affluenza turistica, negli anni passati, segnato da una carenza idrica che ha messo in seria difficoltà diverse zone della cittadina, i suoi cittadini e anche i suoi ospiti.

E Il primo cittadino scrive, infatti: “Durante la stagione estiva, anche a causa del costante aumento del flusso turistico, si registra un considerevole aumento dei consumi idrici, superiore alle potenzialità delle sorgenti”.

In questo periodo il “discriminato utilizzo della risorsa idrica comporterebbe un grave depauperamento degli acquiferi ed una non corretta ed uniforme distribuzione dell’acqua. E’ pertanto – dice Graziano – doveroso ed urgente intervenire in merito per garantire alla cittadinanza tutta la fornitura dell’acqua”.

Il sindaco fa riferimento, in particolare, al verbale del 28 maggio del 2003 dell’ufficio di presidenza costituitosi in seno alla Conferenza dei sindaci rientranti nell’Ato 4, in cui “si è deciso di istituire un servizio di controllo e prevenzione finalizzato a ridurre lo spreco d’acqua potabile, usata per fini non strettamente igienici e domestici”.

Proseguendo nell’indicare le disposizioni normative alle quali si riferisce ricorda: “L’articolo 144 del decreto legislativo 152 del 2006 in  ‘Tutela e uso delle risorse idriche’, l’articolo 7 del regolamento del servizio idrico integrato dell’Ato 4, il vigente statuto comunale”. E ordina: “il divieto di utilizzare l’acqua per usi diversi da quello stabilito nel relativo contratto di fornitura, di utilizzare l’acqua potabile per il riempimento delle piscine, di attingere acqua per irrigare gli orti, i giardini, lavare strade, selciati e qualsiasi altro utilizzo non strettamente riconducibile all’uso personale, di prelevare acqua da fontane pubbliche per usi non diretti ed immediati, per riempire cisterne e botti, per rifornire locale privati mediante l’utilizzo di tubi di gomma”.

In funzione dei divieti imposti il sindaco Graziano dispone che “a vigilare sul rispetto dell’ordinanza saranno i vigili urbani con il supporto di tecnici incaricati dal gestore del servizio idrico integrato. Che l’inottemperanza alle disposizioni della presente ordinanza saranno perseguibili con sanzioni amministrative comprese tra i 25 e i 50 euro”.

A conclusione della sua ordinanza il primo cittadino evidenzia: “Contro la presente ordinanza è possibile ricorrere al tribunale amministrativo regionale del Lazio, sezione Latina, nel termine di 60 giorni dalla pubblicazione o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica”