FORMIA, NUOVA AMMINISTRAZIONE MA VECCHIO CERIMONIERE

"La nuova giunta"
“La nuova giunta”

Quando si avvicendano due amministrazioni comunali alla guida di una città, come accade ufficialmente a Formia, martedi il Consiglio di insediamento, tutto cambia. Le strategie politiche, i progetti e soprattutto gli amministratori. E tutti coloro che orbitano a vario titolo attorno a questi.

Ma Formia in questo caso può vantare una eccezione. Quella rappresentata da Benedetto Assaiante che, dopo il primo turno della recente tornata elettorale, dove si presentava con una propria lista per diventare sindaco, al ballottaggio ha poi sostenuto Sandro Bartolomeo. E senza mai mancare di rivendicare questa scelta, tanto da essere sempre presente al fianco di Bartolomeo in tutti gli appuntamenti pubblici della coalizione allargata prima dell’esito vittorioso delle amministrative. Un atteggiamento verso il quale a sua volta Bartolomeo, in quegli stessi appuntamenti, non ha mai mancato di ringraziarlo del sostegno offerto, pubblicamente. Una riconoscenza che non si è limitata, però, al solo ringraziamento.


Infatti Assaiante resterà dov’era. L’ex vicesindaco, che come detto solo fino a poche settimane fa, oltre a essere braccio destro del più classico dei nemici politici di Bartolomeo, il sindaco uscente Michele Forte, ne era anche cerimoniere. Insomma, tutto cambia ma, a parte l’incarico di giunta, Assaiante resta dov’è. E cioè nello staff del sindaco. Nulla di ufficiale, ancora, ma il ruolo di cerimoniere disegnato ad hoc per il profilo di Assaiante, dal fido compagno di avventura politica Michele Forte, avrà con tutta probabilità, questo si, continuità amministrativa.

Tecnicamente dovrebbe trattarsi di un compito di relazioni con l’esterno, ma in sostanza quello di cerimoniere sarà un ruolo di rappresentanza istituzionale ufficiale, per curare la vita diplomatica dell’ente e dei titolari delle cariche rappresentative nel rispetto di una sorta di manuale del cerimoniale. Quali i contenuti di questo manuale, in sostanza le mansioni che dovrà ricoprire Benedetto Assaiante, non sono ancora dati sapere.

Così come ancora sconosciuta resta la natura del compenso dell’incarico affidato all’ex vicesindaco, nota solo dopo l’indirizzo politico da realizzare in giunta, appena insediatasi, e da trasformare in impegno di spesa con determina dirigenziale alla voce “staff del sindaco”. Certo che la dote di voti portata alla coalizione del centrosinistra al ballottaggio va riconosciuta con un incarico. E chi meglio di Assaiante, sul cui profilo, come detto, la figura del cerimoniere è stata ritagliata?

Tanto è vero che lui stesso ha più volte rivendicato, per ultimo proprio durante l’ultima campagna elettorale, di “essere sempre stato presente a tutte le manifestazioni e le processioni religiose che si sono svolte in città”. Coerentemente, va detto, con l’estrazione propria del ruolo di cerimoniere, retaggio legato alla tradizione della liturgia religiosa. Del resto sacro e profano sono sempre stati una costante esistenziale e politica sia di Michele Forte come singolo individuo che del partito del quale ha storicamente fatto parte, dalla Dc all’Udc. Come del resto prima di Benedetto Assaiante faceva un altro factotum istituzionale di Michele Forte, Roberto Mari poi finito nello staff di un altro sindaco, quello di Gaeta Cosmo Mitrano, in maggioranza proprio con l’Udc.

Insomma viene da chiedersi quali, ma soprattutto quanti innumerevoli eventi questa amministrazione vorrà organizzare, tanto da avere bisogno, ancora, di una figura da cerimoniere per le relazioni istituzionali.