MOBILITA’ ACQUALATINA, FILCTEM CGIL: ''INACCETTABILE RICATTO AZIENDALE''

MOBILITA’ ACQUALATINA, FILCTEM CGIL: ''INACCETTABILE RICATTO AZIENDALE''

“Nell’incontro tenuto il 17 giugno la Filctem-Cgil ha ritenuto non sussistessero le condizioni per condividere l’accordo di mobilità aperta da Acqualatina il giorno 29 maggio per 25 unità”, dichiara Walter Cassoni segretario provinciale della Filctem-Cgil di Latina

“La vertenza nostro malgrado, dopo il rifiuto di condividere l’accordo di solidarietà nel merito (per una mancata reale disponibilità economica nei confronti dei lavoratori coinvolti) e nel metodo (rispetto al rifiuto circa una validazione democratica attraverso il coinvolgimento delle stesse maestranze), è proseguita su tavoli separati nonostante avessimo già pubblicamente annunciato la volontà di assecondare il percorso di mobilità che ritenevamo fosse una opportunità per pensionati/ndi e volontari”.

“Una scelta scellerata – continua Cassoni – dettata da logiche aziendali avulse dalla realtà che, con il pretesto di perseguire finalità garantiste collettive, in realtà mirava ad “alimentare forzosamente” sacche di potere a danno dei lavoratori (comunque responsabili in quanto testimoni e complici silenziosi che contribuiscono, auspichiamo inconsapevolmente, al granitico mantenimento dello status quo).

Così il nostro incontro, tenuto presso la sede di Confindustria, era già stato preceduto dall’incontro in plenaria con la Rsu e le Segreterie Provinciali della Femca-Cisl e Uiltec-Uil in cui si era socializzato e siglato l’Accordo di mobilità”.

“A far montare la nostra indignazione è stato il veto aziendale, rispetto alla nostra sottoscrizione, che prevedeva esclusivamente una condivisione con una “sigla a margine” (che, essendo equiparabile ad una sigla per adesione o per presa visione, non avrebbe assunto alcuna valenza)”.

“Quindi, oltre alla scientifica strategia subita per spingerci all’angolo, la sfacciataggine di intimarci lo spogliarci della nostra autorevolezza prestando il fianco alla gogna mediatica ed alle becere strumentalizzazioni.

Inoltre la presenza al tavolo di Confindustria, che contestualmente ha approvato e tentato di giustificare la sfacciata richiesta avanzata da Acqualatina, pone un problema di rapporti e consuetudini da tempo in essere sul territorio. Inoltre – conclude Cassoni – continuando a ritenere i lavoratori di Acqualatina unico ago della bilancia al fine di una vera “normalizzazione” al suo interno, continueremo ad intraprendere tutte quelle iniziative finalizzate alla trasparenza e
all’informazione”.

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