FORMIA: VALENTINA GRAUSMAN E DOMENICO FIORINO, MORTI DI SERIE A E SERIE B

*Sulla spiaggia la salma della turista russa*
*Sulla spiaggia la salma della turista russa*

La più grande potenzialità inespressa della città di Formia, come si sente dire da molto tempo, e riproposta con forza nella recente campagna elettorale, è il turismo. Enormi risorse non sfruttate che pagano l’inefficienza di una campagna di promozione e marketing praticamente inesistente. Nonostante ciò negli ultimi giorni è arrivato addirittura una sorta di colpo di grazia alla capacità promozionale della città.

Mentre ci si aspettava finalmente il rilancio del territorio, Formia è tornata ancora una volta sulla ribalta delle cronache nazionali nella sua veste peggiore. Telegiornali, prime pagine di quotidiani e siti internet l’hanno riproposta a tutta la nazione come un luogo cinico e dalle discutibili qualità umane dei propri cittadini. Il fatto di cronaca che ha dato il via a questa operazione è stata la morte per annegamento, dovuta a un malore, sul litorale di levante, di una turista russa di 78 anni. Più che un decesso in spiaggia, le principali emittenti nazionali, hanno parlato di uno strano fenomeno di cinismo, mancanza di sensibilità e rispetto per la morte. Tutto grazie al supporto di immagini fotografiche che testimoniavano lo scambio di effusioni di alcuni ragazzi e il regolare e indifferente svolgimento di giochi da spiaggia proprio a ridosso del cadavere.


Le foto, certamente, parlano da sole, ma la perizia tecnica del fotografo nel confezionare quelle immagini e il volontario taglio dell’impatto mediatico che tutti hanno voluto conferire al servizio, hanno fatto il resto.

In realtà le cose, per chi era in spiaggia, si sono svolte diversamente. Sono stati quegli stessi bagnanti tacciati di volgarità, infatti, a prestare i primi soccorsi alla donna, prima recuperandola dall’acqua eppoi con i massaggi cardiaci e le manipolazioni del caso effettuate sotto costante consiglio telefonico del pronto soccorso del Dono Svizzero. Tutto avveniva, inoltre, mentre si formava un gruppetto di donne, anch’esse bagnanti, che organizzavano in tempo reale un capannello di preghiera con tanto di rosario alla mano. Buona parte dei pochi bagnanti rimasti, infine, dopo aver constato la morte della donna, e dopo aver raccolto le proprie cose, sono andati via.

È arrivato anche un comunicato stampa di condanna dal Comune di Formia nei confronti di questi concittadini insensibili. Forse, però, date le reali circostanze dei fatti, più che avvalorare le tesi architettate con tentativi di scoop sensazionalistici, era il caso di smentire tali ipotesi disfattiste per Formia e i suoi cittadini.

Anche perché, strano caso del destino, in quegli stessi istanti si stava consumando un’altra tragedia, quella dei parenti di Domenico Fiorino, morto sabato a San Cosma e Damiano dopo un tragico incidente stradale. I parenti del 61enne lunedì hanno scoperto della rottura delle celle frigorifere dove era deposta la salma del proprio congiunto. Un disservizio tecnico che in 48 ore ha decomposto irrimediabilmente il cadavere. Un oltraggio, questo si, a un morto, che ha fatto gridare allo scandalo i parenti che hanno parlato “di una seconda morte” del proprio caro. E le salme della turista russa e di Fiorino per qualche ora sono stati addirittura fianco a fianco nella camera mortuaria dell’ospedale Dono Svizzero proprio a causa del malfunzionamento delle celle cimiteriali. Mentre a loro insaputa fuori scoppiavano le polemiche.

Se da una parte, per la donna, era il mercato del gossip e della notizia a tutti i costi a tenere banco, per Domenico Fiorino c’era la disperazione dei cari nel sapere l’uomo oltraggiato in questo modo da un servizio pubblico inefficiente. Forse si, in quest’ultimo caso, c’era da enfatizzare e deplorare i responsabili di una tale negligenza, segnalata peraltro alla Procura della Repubblica con formale denuncia alla Polizia, quanto piuttosto fatto con chi, pochi, seppur in presenza della morte hanno scelto di vivere con gesti di amore e con il gioco, certamente tra le più classiche manifestazioni di umanità e vitalità che possa esprimere l’essere umano. Alla vita si è preferita la morte, e all’oltraggio di un morto la deplorazione per la vita.

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CELLE FRIGORIFERO DEL CIMITERO RIPARATE LUNEDI’, MA GLI OPERATORI FUNEBRI NON CONFERMANO

*L'ingresso del cimitero di Formia*
*L’ingresso del cimitero di Formia*

Secondo il custode del cimitero di Castagneto a Formia il danno ai motori e alle ventole di refrigerazione delle celle di conservazione del camposanto sono state riparate già lunedì. La notizia non ha trovato tuttavia conferma tra alcuni operatori funerari della città che, confermando peraltro quanto riportato dai parenti di Domenico Fiorino, vittime dell’incredibile negligenza nei confronti della salma del proprio congiunto, hanno sostenuto come il guasto persistesse da alcuni mesi.

Su questo aspetto, invece, è il custode del cimitero a smentire, ricordando come invece il guasto si sia verificato e risolto nel giro di pochi giorni, come detto, già lunedì. Anche se proprio lunedì, nel primo pomeriggio, la salma di Fiorino, veniva trasportata nella camera mortuaria messa a disposizione dall’ospedale Dono Svizzero.

Sta di fatto che, gli unici due posti disponibili nella camera mortuaria ospedaliera, lunedì erano occupati dalle salme di Domenico Fiorino e di Valentina Grausman, la 78enne russa morta a Gianola. In caso di ulteriore necessità, fortunatamente non verificatasi, bisognava rivolgersi, salvo disponibilità, alle strutture di Gaeta o addirittura di Latina.

Insomma una situazione paradossale sulla quale indagherà la Procura di Latina. Intanto sulla controversa vicenda si apre anche un altro fronte relativo  alla paventata inefficienza di alcune agenzie funebri, incapaci di ovviare a emergenze di questo tipo in assenza di strumenti e personale adeguato. Complice anche lo scarso controllo che sul tema offrono i sistemi istituzionali responsabili del servizio all’oscuro, come nel caso denunciato dai parenti di Fiorino, dello scaricabarile di responsabilità messo in atto tra cimitero e agenzia funebre.

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