L'OLIO DEL FRANTOIO ORSINI CONQUISTA I PALATI DI SLOW FOOD

L'OLIO DEL FRANTOIO ORSINI CONQUISTA I PALATI DI SLOW FOOD

mfront_slow_foodDa Priverno arriva un olio che è davvero il top. Si tratta dell’olio Dop Colline Pontine del Frantoio Orsini che si è appena aggiudicato l’ottava edizione del “Gioco del piacere”, evento organizzato da Slow Food in 40 osterie, ristoranti e bistrot disseminati per tutta Italia. Un  riconoscimento che non va soltanto al prodotto ma anche alle persone, Paola, Paolo e la piccola Anna Silvia, che con tanto lavoro e sacrifci riescono a concentrare in una bottiglia una fonte inesauribile di bei ricordi legati al gusto.

Tra i tanti riconoscimenti ottenuti da questa azienda, si tratta di quello con più valore perché ad assegnarlo non sono stati dei tecnici esperti ma una giuria popolare con l’olio in dispensa.

Il centro sud l’ha fatta da padrone anche per gli altri olii protagonisti della serata: Frantoio Figoli (Calabria), Trappeto di Caprafco (Abruzzo), De Carlo (Puglia) hanno ricevuti attesti importanti.

La serata si è svolta a Terracina, organizzata dalla Condotta del fiduciario Danilo Mastracco. Il ristorante Centosedici con il titolare Gino Verardi e il suo staff di sala e cucina si sono rivelati il perfetto companatico al protagonista della serata, l’olio.

I partecipanti al gioco hanno potuto degustare alla cieca quattro olii extravergini presenti nella guida agli Extravergini 2013, classificandoli in base alla propria preferenza. Nessun giudice, l’ospite resta ospite come nello spirito della serata. I più navigati si sono trovati avvantaggiati ma la partita é stata aperta a tutti nel classico spirito Slow Food: chi l’ha buttato giù come una pozione, chi l’ha provato subito sul pane, altri ancora si sono lasciati guidare da Stefano Asaro, uno dei curatori della guida degli Extravergini attraverso dei piccoli rudimenti alla degustazione dell’olio: prima con l’olfatto, senso privilegiato della memoria e poi con il gusto.

Il gioco del piacere si é rivelato nuovamente un’occasione unica per mettersi in gioco come degustatori e per assaggiare un estratto della migliore produzione olivicola italiana. L’Assenza di etichetta e formalismi ha reso più veritiero il verdetto. L’intento é stato richiamare alla mente un gesto semplice come quello di scegliere l’olio come si fa per un gusto di gelato. Ogni partecipante ha espresso la propria valutazione su una scheda.

Contemporaneamente alla condotta di Terracina si sono svolte degustazioni analoghe in tutta Italia, i voti sommati in una graduatoria nazionale hanno decretato l’olio più gradito, confermando il cambio di pelle dell’olivicoltura laziale dove c’è ancora tanta terra ferma da navigare quando si parla di olio e di olive.

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