PONZA, LA MORTE ASSURDA DI SERAFINA GABRESU': L'AMBULANZA SI PERDE, L'ELICOTTERO SI ROMPE

PONZA, LA MORTE ASSURDA DI SERAFINA GABRESU': L'AMBULANZA SI PERDE, L'ELICOTTERO SI ROMPE
*Il poliambulatorio di Ponza*

*Il poliambulatorio di Ponza*

Impreparazione, carenze strutturali, superficialità, burocrazia e sfortuna. E se c’è stata anche qualche responsabilità giudiziaria, sarà la Procura a stabilirlo. Allo stato quello che colpisce, e più fa male, della morte della 71enne ponzese Serafina Gabresù è la fatalità con cui si sono dispiegati gli eventi in un crescendo che avrebbe potuto toccare chiunque e che ieri intorno alle 16.40 ha portata la donna alla morte per una lesione alla aorta. Proprio mentre veniva trasferita in ambulanza dall’ospedale Santa Maria Goretti di Latina al San Camillo di Roma.

Il calvario della donna comincia alle 9.30 del mattino. Un malore improvviso e una rapida chiamata al poliambulatorio isolano. “Il telefono squilla per circa dieci minuti senza che nessuno risponda – denuncia Claudio Zappalà, presidente dell’associazione Istituto per la famiglia di Latina, che ha seguito sin dalle prime fasi la vicenda restando costantmente in contatto con i famigliari -. Infine, viene inviata un’ambulanza ma si perde (!). L’autista, e ci chiediamo come si possa affidare un’ambulanza a chi non conosce l’isola, ci riferisce che la cartina a disposizione era diversa dalla toponomastica reale: addirittura è partita una persona su uno scooter per rincorrere l’ambulanza”.

*Serafina Gabresù in una foto d'epoca*

*Serafina Gabresù in una foto d’epoca*

Inevitabilmente la signora Gabresù arriva con enorme ritardo al Poliambulatorio dove il medico di turno, constatata la situazione, si trova di fronte alla decisione se inviare la donna al Goretti di Latina o al San Camillo a Roma. “E ci chiediamo – sottolinea Zappalà – se il medico abbia tutta la strumentazione necessaria nel poliambulatorio isolano per poter effettuare una diagnosi adeguata sulle reali necessità del paziente”. Si decide, infine, per Latina dove la donna, all’arrivo, viene immediatamente sottoposta a una Tac che rivela la rottura dell’aorta. La scelta successiva, sono le 14.45, è per l’immediato trasferimento e operazione al San Camillo.

La procedura per chiamare l’elicottero però, non è breve. Anzi. Quando finalmente è in arrivo, però, una spia d’emergenza si accende sul quadro del mezzo e il pilota è costretto a fare rientro. Con gli altri due velivoli in quel momento non a disposizione. Alle 16.20, dopo oltre un’ora e mezza, la 71enne parte in ambulanza assistita da un rianimatore ma è passato troppo tempo. Serafina Gabresù muore lungo il tragitto, che sarebbe durato circa un’ora.

*Claudio Zappalà*

*Claudio Zappalà, presidente dell’associazione Istituto per la famiglia di Latina*

“E’ assurdo che di fronte alla possibilità di salvare una vita – sostiene Zappalà – i tempi di intervento siano così lunghi. Come associazione vogliamo offrire un encomio al personale del pronto soccorso che in pieno caos, e con pochissimo personale a disposizione, si è prodigato al massimo delle proprie possibilità pur di salvare la vita di questa donna. Purtroppo i tagli alla sanità degli ultimi anni producono quotidianamente questi calvari medici, ancora più probabili su un’isola disagiata come è Ponza dove il piccolo poliambulatorio non ha strumentazione sufficiente per gestire emergenze come quella capitata alla signora Gabresù. E come potrebbe capitare a chiunque”.

I funerali della 71enne Serafina si terranno sabato presso il Cimitero di Ponza alle 10.30 a cura della Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I.

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