IL TRAGHETTO PER PONZA LI LASCIA A TERRA, DENUNCIATI IN CINQUE

IL TRAGHETTO PER PONZA LI LASCIA A TERRA, DENUNCIATI IN CINQUE

Sono stati denunciati per minacce, oltraggio e interruzione di pubblico servizio. E se verranno rinviati a giudizio, le intenzioni della Laziomar sono di costituirsi parte civile e rivalersi su di loro per la corsa imprevista da Vantotene a Ponza.

E’ l’epilogo di quanto avvenuto ieri al porto di Formia dove i cinque, quattro ponzesi e un romano, sono stati denunciati congiuntamente dagli agenti del Commissariato di Formia diretti dal vice questore Paolo Di Francia e dagli uomini della Guardia Costiera comandati da Marco Vigliotti.

Sintomatica la storia che li ha visti protagonisti. I cinque, come altri, erano in fila per pagare il biglietto per Ponza, la biglietteria apre solo mezz’ora prima della partenza, e poi imbarcarsi sul traghetto delle 17.30. Con un ritardo di circa dieci minuti, però, il traghetto parte e lascia a terra una trentina di persone, addirittura nella stessa famiglia è partito il marito ma non la moglie.

La rabbia di quelli rimasti a terra si scaglia inizialmente verso il personale del traghetto per poi concentrarsi sull’aliscafo Snav Aquila che di lì a poco avrebbe preso il mare verso Ventotene. Cinque persone bloccano la passerella di imbarco e qui intervengono Polizia e Guardia Costiera anche loro vittima della rabbia dei passeggeri rimasti a terra. Dopo una mediazione durata circa un’ora e mezza, Laziomar, che ha in gestione l’aliscafo Snav per quella corsa, acconsente a che il mezzo veloce, dopo essere approdato a Ventotene, riparta per Ponza. Intanto, però, i cinque che avevano occupato la passerella sono stati denunciati.

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