FORMIA, USB CONTRO ACQUALATINA: ''DIECIMILA METRI CUBI DI LIQUAMI SONO FINITI IN MARE''

FORMIA, USB CONTRO ACQUALATINA: ''DIECIMILA METRI CUBI DI LIQUAMI SONO FINITI IN MARE''

formiaAnche L’Unione sindacale di base si schiera al fianco degli utenti del servizio idrico e contro Acqualatina nel Golfo di Gaeta. Subito all’attacco la prima nota del responsabile del settore privato dell’Usb Simona Conti contro la compagnia di gestione idrica. Sversamento di liquami, minacce di licenziamento e sprechi vari caratterizzerebbero la malagestione della società secondo l’Usb.

“Nella società Acqualatina – recita la nota -, uno dei maggiori sprechi di bilancio della società sono i costi del Cda, l’inefficiente distribuzione idrica causata da numerose perdite, i servizi, i costi di avvocatura e altro. È allora necessario costruire, insieme alla parti sociali, un percorso per trovare tutte le soluzioni che riducano gli sprechi, migliorino i cicli produttivi e forniscano un servizio di qualità ai propri clienti. Tali presupposti vengono sempre portati sui tavoli istituzionali, discussi ed integrati negli accordi sindacali ma, quando si volge lo sguardo all’interno del posto di lavoro, le belle favole propinate non si riscontrano nella verità dei fatti, con enormi ripercussioni sull’utente finale che oltre al danno dei costi elevati del servizio ha la beffa di un servizio scadente.

Il servizio di reperibilità, per la società Acqualatina, che nei giorni scorsi ha sottoscritto un accordo per ridurre i costi del personale, è un onere economico, ma nel contempo è un servizio prioritario, in quanto, in caso di guasto, l’intervento dell’operatore reperibile, dà la garanzia al sistema idrico di riprendere a funzionare correttamente senza causare disservizi agli utilizzatori. L’intervento del reperibile è prioritario anche a tutela del territorio, in quanto il ripristino dell’impianto evita fuoriuscite di liquami che si vanno poi a sversare direttamente nel bacino del Golfo di Gaeta.

Per questo motivo non comprendiamo perché qualche notte fa l’impianto sia rimasto fermo da poco dopo la mezzanotte fino alle 8 del mattino seguente, facendo fuoriuscire circa 10mila metri cubi di liquami che hanno trovato via libera per insediare le acque cristalline del Golfo. Ci chiediamo come mai non sia funzionato il servizio di reperibilità che avrebbe risolto il problema evitando un disastro ambientale di questa portata. È necessario che questo tipo di catastrofi ambientali, chissà quante volte già successe, non si ripetano più, in quanto poi a subire il danno non visivo di queste carenze organizzative sia la salute di tutta la comunità.

È necessario regolarizzare gli orari di alcuni servizi di routine, scollegati dai turni di dipendenti creando straordinari superflui. Ci risulta inoltre che i sistemi di scarico dei liquami, avendo problemi di funzionamento, non sempre corrispondono alla reale quantità immessa nelle vasche di depurazione il che aumenta i costi della società e a danno dei cittadini.

Riteniamo inoltre che le richieste di formazione e informazione, per utilizzare dei dispositivi di lavoro, come prevede il decreto legislativo 81/08, debbano essere viste come miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro e come evoluzione della professionalità dei dipendenti. Per questo riteniamo che di fronte a tali richieste l’azienda se ne debba fare carico formando i propri lavoratori, contrariamente a quanto accade oggi a chi fa segnalazioni che riceve in cambio minacce di licenziamento”.

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