FORMIA, NON DIFFAMARONO I VERTICI DI ACQUALATINA. ASSOLTI DUE ESPONENTI DEL COMITATO DI LOTTA

FORMIA, NON DIFFAMARONO I VERTICI DI ACQUALATINA. ASSOLTI DUE ESPONENTI DEL COMITATO DI LOTTA
Da sinistra Marcello Zennaro, Delio Fantasia, l'avvocato Mattia Aprea e l'avvocato Mario Paone*

Da sinistra Marcello Zennaro, Delio Fantasia, l’avvocato Mattia Aprea e l’avvocato Mario Paone*

Non c’è stato reato. Così il giudice del Tribunale di Gaeta Carla Menichetti ha assolto Delio Fantasia, Marcello Zennaro e Salvino Caruso, editore del portale telefree.it, dall’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex amministratore delegato di Acqualatina, Silvano Morandi e dell’ex presidente del gestore idrico Raimondo Besson.

“Oggi è stato sconfitto il reato di lesa maestà – ha commentato a caldo l’avvocato Mattia Aprea, legale di Fantasia e Zennaro -. Questa querela era stata depositata solo per ribadire una supremazia che oggi è stato dimostrato non sussistere”.

Al centro della vicenda una “news” pubblicata nell’ottobre del 2008 scritta dai due membri del Comitato di Lotta Spontanea contro Acqualatina in cui si commentava una notizia relativa a una fase del procedimento giudiziario in cui i due vertici dell’ente gestore erano stati coinvolti, successivamente archiviati, per le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica in appalti pubblici.

A offendere i due amministratori era stato in particolare un passaggio in cui si scriveva che “La sequela dei reati penali contestati (mancherebbe solo il reato di stupro con aggravante di sodomia, ma siamo sicuri che scavando scavando si trovi anche questa circostanza) è tale da rivendicare la interdizione dalla loro attività di manager di una azienda che gestisce l’acqua”.

Nella propria arringa difensiva l’avvocato Aprea, per Salvino Caruso era presente l’avvocato Mario Paone, ha però fatto emergere come le parole pur dure, erano da inquadrate in un ambito di lotta prettamente politico dovuto ai nuovi aumenti delle bollette dell’acqua, alla non potabilità, alle ripetute carenze idriche in tutto il sud pontino che poco prima, tra l’altro, avevano portato il Consiglio comunale di Formia a votare per l’uscita dalla società idrica.

Sottolineando, inoltre, come entrambi i querelanti non avessero mai chiesto la cancellazione dell’articolo incriminato, tra l’altro essendo gli unici tra i nominati nel testo a essersi rivolti alla magistratura. Passaggi tra l’altro spiegati anche dallo stesso imputato Fantasia che nel corso della sua deposizione ha rivendicato ogni parola scritta in quel commento. Non così, come era lecito aspettarsi, per Morandi e Besson parti civili nel processo, questa volta presenti in aula dopo che il giudice nella passata udienza aveva disposto per entrambi l’accompagnamento coatto.

“Offese pesanti e parole orribili”, ha dichiarato Morandi che ha aggiunto: “Chiedo giustizia per i miei figli”, sottolineando danni nell’ambito lavorativo e famigliare a causa di quell’articolo. E sulla stessa linea Besson che ha ricordato l’archiviazione del procedimento penale per cui era finito ai domiciliari nel gennaio 2008 commentandolo come una “procedura imbarazzante per chi l’ha fatta”.

Quattro mesi la condanna avanzata da parte dell’accusa, diecimila euro di provvisionale più danni in separata sede la richiesta dell’avvocato di parte civile Lombardi. Infine la decisione del giudice per la piena assoluzione.

***ARTICOLO CORRELATO*** (Formia, diffamarono i dirigenti di Acqualatina. Il Giudice dispone l’accompagnamento coatto per i querelanti – 13 marzo -)

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