''CAPITAN UNCINO'' UISP: ANCHE DUE BARCHE LAZIALI SABATO 18 MAGGIO AL VARO NAZIONALE

''CAPITAN UNCINO'' UISP: ANCHE DUE BARCHE LAZIALI SABATO 18 MAGGIO AL VARO NAZIONALE

DSC00298Dopo mesi di progettazione, costruzione, verniciatura e decorazione, le barche a vela del progetto “Capitan Uncino: in mare aperto per tutte le abilità” sono pronte per il varo nazionale, previsto sabato 18 maggio alle 15, nel Porto turistico Odescalchi di Santa Marinella (Roma). Il progetto, promosso dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito della legge 383 di promozione sociale, ha visto protagonisti circa 500 ragazzi/e con disabilità e senza.

Ci saranno anche due scafi laziali al varo nazionale, uno costruito dai ragazzi a Gaeta e l’altro a Civitavecchia.

A Gaeta il progetto per la costruzione dell’imbarcazione è stato affidato tramite il comitato provinciale Uisp di Latina alla Polisportiva Gaetaventura A.S.D., che ha portato avanti il progetto con il patrocinio del Comune di Gaeta e della Camera di Commercio di Latina. Attraverso le regole della “filibusta” 35 ragazzi/e con e senza disabilità, provenienti dai tre Istituti di pertinenza dell’I.I.S.S. “G. Caboto” e dalla Cooperativa Sociale “La Valle” (impegnata da alcuni decenni in varie attività riabilitative, sia in ambito medico che sociale ed occupazionale) hanno realizzato la barca Rainbow Pirates, dal nome originario della città di Enea. Il natante misura quasi 4 metri ed utilizza quale mezzo di propulsione una vela con armo portoghese, dotata di randa con picco e fiocco.

Il quartiermastro dell’equipaggio è Carmelina, una ragazza con disabilità, proprio a testimonianza del messaggio di inclusione sociale lanciato dalla Uisp Nazionale e dal Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali. Alla vigilia del varo soddisfazione per l’abnegazione mostrata dai ragazzi è stata espressa dalla presidente della Polisportiva Gaetaventura A.S.D Francesca Cicchetti, dal responsabile della sezione Vela e coordinatore locale del progetto Franco Macera e dal preside dell’Istituto Nautico Caboto Salvatore Di Tucci e dal presidente della cooperativa La Valle Cristian Leccese.
A Civitavecchia (Rm) il nome della barca realizzata è tutto un programma: si chiama “Perla” ed è stata costruita grazie al concorso di tre associazioni: La Bilancella, Asd Pescatori sportivi di Santa Marinella e Amici della Darsena romana onlus. Ognuna di esse si è occupata di un ambito di lavoro: la costruzione dell’imbarcazione, la realizzazione delle vele e le esercitazioni in barca per il primo contatto con il mare.

“Capitan Uncino” ha coinvolto sette città italiane, dalla Sicilia alla Lombardia: Noto (Sr), Ferrara, Como, Civitavecchia (Rm), Gaeta, Salerno, Tricase (Le).
L’idea che ha animato il progetto è che lo sport, la vela in particolare, possa rappresentare uno strumento di aggregazione e integrazione sociale. Tutto è stato fatto in casa dai ragazzi, con chiodi, compensato marino e lana di vetro. Dai sette mini-cantieri sono state costruite otto barche a vela di quattro metri, costruite sulle esigenze di tutti, ragazzi e ragazze con disabilità e senza. Ogni gruppo ha vissuto un’esperienza basata sul lavoro in comune e sulla condivisione della cultura del mare, basata sulle antiche regole della Filibusta (XVI-XVII secolo), come educazione all’autorganizzazione, alla condivisione delle responsabilità e al rispetto delle diverse abilità. Il progetto è stato coordinato da una cabina di regia nazionale, in collaborazione con la Lega vela e i referenti locali dei Comitati Uisp coinvolti.

Il programma del varo nazionale a Santa Marinella, sul litorale laziale, poco a sud di Civitavecchia, è distribuito su due giorni. Sabato 18 alle 15 è prevista la messa in acqua degli scafi, nello scivolo del Porticciolo turistico. Le barche, assistite da gommoni e scafi d’appoggio, percorreranno in flottiglia un percorso di circa 300 metri contrassegnato da due boe. I ragazzi provenienti dalle sette città, insieme ai loro istruttori e insegnanti, si daranno il cambio a bordo delle barche e sarà agevole seguirli da terra, mare permettendo. Domenica 19 maggio si incomincia alle 9.15 con una cerimonia pubblica presso la sala del teatro della Parrocchia di San Giuseppe, di fronte al mare. Ciascun equipaggio presenterà l’inno composto per l’occasione, il motto e il jolly roger e illustrerà le fasi salienti dell’esperienza sia per la parte della filibusta che per il laboratorio di costruzione della barca. Partecipano anche rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali.

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