SCANDALO RIFIUTI A PONZA, COMINCIATI GLI INTERROGATORI DI GARANZIA

SCANDALO RIFIUTI A PONZA, COMINCIATI GLI INTERROGATORI DI GARANZIA

tribunale di latina sliderE’ durato poco rispetto alle previsioni il primo interrogatorio di garanzia cui è stato sottoposto questa mattina il primo dei quattro arrestati relativamente alla scandalo del ciclo dei rifiuti che ha colpito sabato scorso il comune di Ponza. A comparire davanti il Gip del Tribunale di Latina Mara Mattioli è stato Antonio Avellino, di 44 anni, di Ponza, il capocantiere della De Vizia Transfer sull’isola pontina.

L’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Zecca, ga respinto tutte le accuse mossegli nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dallo stesso Gip Mattioli su richiesta del sostituto Procuratore Giuseppe Miliano, soprattutto ha ribadito la sua totale estraneità all’unico capo d’accusa per il quale è indagato, concorso in frode. Avellino ha dichiarato soltanto che permetteva lo svolgimento del ciclo dei rifiuti limitatamente alle attrezzature tecniche e alle risorse umane che gli aveva messo a disposizione la De Vizia. Insomma l’uomo faceva svolgere la raccolta e smaltimento dei rifiuti e la stessa raccolta differenziata sulla scorta dei soli mezzi mandatigli dalla società appaltatrice.

Altro non ha aggiunto così come ha ignorato di conoscere quali fossero gli accordi stipulati tra il comune di Ponza e la De Vizia o i reali impegni della sua società nei confronti della comunità e del territorio isolano. Avellino ha effettuato, insomma, una constatazione del suo lavoro, all’oscuro – ha detto – di quello che prevede il capitolato di gara. E se il suo legale ha già presentato un’istanza di revoca dei domiciliari non escludendo i ricorrere al Tribunale del Riesame, la Procura di Latina la pensa diversamente. Nell’ordinanza di custodia cautelare denuncia alcune gravissime anomalie registrate nella procedura di aggiudicazione della gara, nella fase di affidamento del servizio, nell’irregolare e fraudolenta esecuzione dello stesso servizio, in particolar modo per la mancata raccolta differenziata, negli anni compresi tra il 2009 al 2011. Tra le violazioni più evidenti il 5% di differenziata rispetto al 20% dichiarato, la miscelazione della stessa con quella indifferenziata, l’omessa pulizia delle strade, il mancato impiego di uomini e mezzi come prevedeva il capitolato e l’illecito smaltimento con il sotterramento dei rifiuti in alcune località dell’isola.

A questi rilievi dovranno essere più precisi nei prossimi giorni nei rispettivi interrogatori di garanzia che saranno effettuati per rogatoria dal Gip del Tribunale di Avellino, l’amministratore delegato della De Vizia, Vincenzo, 75 anni, il figlio Nicola, 43 anni, ora ai domiciliari a Montefusco, vicino Avellino, e Antonio Baris, 62 anni, di Esperia responsabile dei cantieri di Gaeta e Fondi

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