POSITIVO ALLA MARIJUANA, NON BASTA L'ANALISI BIOLOGICA: ASSOLTO UN 31ENNE

*Il Tribunale di Gaeta*
*Il Tribunale di Gaeta*

L’analisi biologica delle urine non è sufficiente a far dichiarare un guidatore positivo ai cannabinoidi. Serve anche una visita medico specialistica di uno psichiatra o di altro medico specializzato. Lo ha stabilito il giudice Alessio Caperna presso il Tribunale di Gaeta decidendo su un 31enne di Minturno, Antonio C., fermato dai carabinieri alla guida della propria autovettura e rilevato positivo all’esame da cannabinoidi, da cui la violazione dell’articolo 187 del Codice della Strada.

Nella propria arringa difensiva, infatti, l’avvocato Massimo Signore ha spiegato come a differenza dell’alcol, le sostanze stupefacenti permangono nelle urine per molti giorni pur non esprimendo più il loro potenziale dannoso per chi si trova alla guida. Da cui, ha fatto rilevare il legale, l’imputato poteva aver assunto stupefacente dieci giorni prima risultando positivo alle analisi, ma allo stesso tempo era perfettamente in grado di guidare.


E ha aggiunto come proprio l’articolo 187 prevede che oltre ai test biologici, per provare in maniera certa lo stato di alterazione psico fisica al momento della guida, il soggetto fermato deve essere sottoposto anche ad una visita medica specialistica di uno psichiatra o di altro medico specializzato.

Nel caso di specie, come in realtà quasi sempre, era stato effettuato soltanto il test biologico ragione per cui il Giudice ha assolto l’imputato. Il pm aveva chiesto la condanna a un anno di arresto e 600 euro di ammenda oltre alla sospensione della patente per un anno.