ASSUNZIONI ALLA POLIZIA PROVINCIALE, FASCICOLO IN MANO ALLA PROCURA DI LATINA

ASSUNZIONI ALLA POLIZIA PROVINCIALE, FASCICOLO IN MANO ALLA PROCURA DI LATINA

polizia_provincialeAssunzioni nella Polizia Provinciale secondo criteri e scelte dubbie e che fanno ipotizzare reati quali il falso ideologico e materiale. E probabilmente non solo questi. Anche la truffa se qualcuno dei non assunti formalizzerà una denuncia. E’ un’inchiesta che scotta quella che la Procura di Latina ha per le mani da qualche giorno, dopo che gli uomini della Guardia di Finanza hanno terminato le proprie indagini. Riguarda personale interno all’Amministrazione Provinciale ma anche alla Prefettura, il massimo organo rappresentativo del governo in provincia. Due i tronconi di inchiesta aperti a suo tempo e che procedono indipendenti ma di pari passo: il primo relativo alle stabilizzazioni del personale precario dei cantieri scuola presso la Provincia, il secondo proprio sul reclutamento all’interno del Corpo di Polizia Provinciale.

Circa ottocento le pagine di documentazione raccolte dalle Fiamme Gialle e che metterebbero in luce una ragnatela di rapporti dove chi doveva scegliere il personale, troppo spesso chiudeva un occhio sui curriculum dei candidati. Alle volte tutti e due. Il periodo in esame, in particolare, è quello relativo agli anni 2008 – 2009, lo stesso in cui viene assunto Carlo Emanuele Caliman, l’agente della Provinciale di Scauri che nel marzo del 2011, con la pistola d’ordinanza, uccide a Spigno Saturnia l’ex compagna Valentina Colella.

*Carlo Emanuele Caliman*

*Carlo Emanuele Caliman*

Condannato in secondo grado a quattordici anni di carcere, in primo grado erano stati ventuno grazie al ricorso al rito abbreviato, con un ricorso pendente in Cassazione da parte della sua difesa, proprio dall’assunzione del 40enne di Scauri l’indagine sarebbe partita per poi allargarsi a macchia d’olio tirando dentro funzionari della Provincia e della Prefettura. In particolare sono stati i precedenti giudiziari del 40enne, a onor del vero tutti archiviati, a far dubitare gli inquirenti sulla liceità dell’assunzione. Posto che ogni Provincia sceglie i criteri propri da inserire nel bando di reclutamento, oltre ad avere la fedina penale pulita, tra questi figura il possedere i requisiti morali richiesti dall’art. 26 della Legge 1° febbraio 1989, n.53, nonché quelli previsti dall’art.17, comma 2, della legge 11 luglio 1978, n.382, risultanti dalle informazioni assunte, da mantenersi fino alla data di effettivo incorporamento.

Nello specifico, a carico del Caliman, risulta nel 1992 un deferimento per maltrattamenti in famiglia, nel 1993 una denuncia per disturbo a mezzo telefono, ingiuria e minaccia, ancora nel 1993 un porto ingiustificato di arma da punta e taglio, nel 1994 una segnalazione per inosservanza del provvedimento del giudice. E più grave, nel 1995, la misura della prevenzione dell’avviso orale emesso dalla Questura. Se dunque si può discernere ampiamente su cosa significhi un requisito morale, vi è da aggiungere un particolare di non poco conto e da cui poi parte l’inchiesta ovvero il “provvedimento di attribuzione della qualifica integrativa di agente di pubblica sicurezza”: quello che di fatto ha permesso al 40enne, e non ad altri, di detenere una pistola.

*Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano*

*Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano*

Quel provvedimento, la cui richiesta era stata già avanzata nel giugno del 2011 dal padre della ragazza uccisa a Spigno, e che mirava a integrare i documenti ottenuti dal settore risorse umane della Provincia di Latina ovvero i titoli di referenza e autocertificazioni che hanno contribuito al riconoscimento dell’idoneità e, quindi, al rilascio del certificato di porto d’armi all’agente della polizia provinciale, sarebbe dunque stata la chiave di volta da cui l’apertura dell’indagine. Che poi si è allargata ad altre assunzione sospette e che ora è nelle mani del sostituto procuratore Giuseppe Miliano. Con possibili sviluppi, non solo in ambito amministrativo perché, va bene la discrezionalità ma qui si sarebbe andati molto oltre.

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