TERRACINA, INDAGINI SULLA GESTIONE DEGLI ARENILI COMUNALI

TERRACINA, INDAGINI SULLA GESTIONE DEGLI ARENILI COMUNALI

spiaggia comunale2Avrebbero occupato una porzione di spiaggia superiore a quella prevista dal contratto, beneficiando della sabbia arrivata con il ripascimento. Chi avrebbe raddoppiato il proprio arenile, chi lo avrebbe addirittura triplicato. Tutto questo senza avvisare l’amministrazione e pagare la differenza. D’altro canto, nessuno del Palazzo si sarebbe preoccupato più di tanto di fare le dovute verifiche. Questo, in estrema sintesi, il nucleo sul quale si fonda l’informativa di reato spedita nei giorni scorsi in Procura dalla polizia municipale di Terracina, che ha impiegato circa dieci mesi per chiudere le indagini cominciate la scorsa estate sui quattro tratti di spiaggia comunale data in gestione a privati. Adesso i legali rappresentanti delle quattro società si ritrovano iscritti nel registro degli indagati per una vicenda cominciata con una serie di esposti presentati al comando di via Sarti.

In realtà all’inizio gli accertamenti degli agenti del comandante Vincenzo Pecchia si erano concentrati sulle tariffe, che a detta di molti utenti sarebbero state innalzate. Ma da lì si è ben presto passati a una questione di metri quadrati, quelli realmente concessi ai quattro privati e quelli, invece, effettivamente occupati per effetto, pare, del ripascimento dell’anno scorso. Secondo le verifiche dei vigili urbani, il tratto di arenile comunale che sulla carta doveva estendersi su 872 metri quadrati, in realtà ne avrebbe presi 2580. Chi doveva averne 1000, ne avrebbe occupati 3000. Chi sarebbe passato da 1400 metri quadrati a 5805 e chi da 7.072 a 15.120. Insomma, secondo l’indagine della municipale i quattro gestori avrebbero usufruito di uno spazio maggiore di quello consentito dal contratto, senza dire nulla, senza che nessuno verificasse.

Dopo dieci mesi di controlli e verifiche, il comandante Pecchia ha chiuso il cerchio e ha inviato l’informativa alla procura. Per un filone d’indagine chiuso, un altro se ne apre. Di recente, infatti, la municipale avrebbe cominciato a occuparsi dei circa 2 mila ombrelloni e 4 mila sdraio del Comune che a fine stagione sarebbero spariti nel nulla. Tanto che nel nuovo bando per il riaffidamento delle spiagge comunali per il prossimo biennio un passaggio dice che i vincitori dovranno munirsi di sdraio e ombrelloni poiché “il Comune, non dispone più di idonee attrezzature balneari quali ombrelloni, sdraio e lettini, deve provvedersi all’applicazione di una riduzione in percentuale del prezzo da porre a base di gara, rispetto a quello ricavato nell’anno 2012, questo a compensazione delle spese da sostenere direttamente da parte degli aggiudicatari per tali incombenze”. Nei giorni scorsi il consigliere comunale di Sel Vittorio Marzullo ha chiesto lumi proprio sulle attrezzature dell’anno scorso e, contemporaneamente, di ritirare il bando finché non sarà fatta chiarezza. Sotto il sole.

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