GAETA, AFFETTA DA CARCINOMA L'INPS NON GLI RICONOSCE L'INDENNITÀ

GAETA, AFFETTA DA CARCINOMA L'INPS NON GLI RICONOSCE L'INDENNITÀ

ChemioterapiaNonostante sia affetta da carcinoma duttale invasivo l’Inps non gli riconosce l’indennità di accompagnamento, ma il tribunale di Latina potrebbe ribaltare la decisione. L’incredibile vicenda accade a una donna di Gaeta che ha deciso così di ricorrere contro il parere negativo dell’istituto nazionale di previdenza sociale.

Ma facciamo un passo indietro. Nel dicembre del 2011 la 42enne chiede di essere visitata per accertare la propria invalidità, così nel gennaio successivo la commissione medica per l’accertamento degli stati di invalidità civile di Formia sottopone la donna a visita, il cui esito negativo, passato un mese, viene comunicato alla donna. E ciò nonostante la 42enne gaetana fosse già stata riconosciuta invalida al 100 percento secondo una legge del 1992. Nonostante l’esito della visita, la donna torna a sottoporsi a causa del carcinoma che l’affligge ad un nuovo ciclo di radio e chemioterapia a partire dal gennaio del 2012 e per concluderlo nel maggio 2012.

Un paradosso se si considera come proprio la radioterapia per non parlare della chemio possano essere invalidanti per una persona, rappresentando, come citano una miriade di sentenze della Corte di Cassazione, “impossibilità di deambulazione o di attendere autonomamente agli atti quotidiani della vita” e “il ciclo della chemio – precisa inoltre la Suprema Corte – ha un impatto devastante per la gravità degli effetti collaterali e determina la compromissione della autonomia di un soggetto”. Ma anche un’altra sentenza della Corte di Cassazione sancisce come dovuta e legittima l’indennità.

A questo punto la 42enne, difesa dallo studio legale Ferraro e Lancia di Formia, passa al contrattacco e tramite i due avvocati chiede al giudice del Tribunale di Latina di effettuare una perizia medico-legale. Richiesta accolta dal giudice del lavoro il dottor Alessandro Gaetani che nomina così il medico legale Vito Briganti. Il consulente tecnico del tribunale nella sua relazione riconosce “la totale inabilità per minorazioni fisiche o psichiche che giustificano l’erogazione dell’indennità di accompagnamento”.

Pertanto, e ripete tre volte il concetto il perito medico, si sostiene la tesi per la quale la donna debba non solo ricevere tutti gli arretrati dal momento della sua visita ma fino all’ottobre di quest’anno quando dovrà sostenere una nuova seduta medica alla medesima commissione. Questo il parere, ma ora ovviamente si attende la sentenza che dovrebbe non far altro che seguire il parere del medico legale chiamato in causa e riconoscendo finalmente quanto dovuto a una donna malata davvero, secondo parere legale, ma senza indennità.

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