TERRACINA, L'ASCOM E LA PIAGA DEL COMMERCIO ABUSIVO

TERRACINA, L'ASCOM E LA PIAGA DEL COMMERCIO ABUSIVO

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Con l’arrivo della stagione la piaga dell’abusivismo commerciale e della contraffazione assume su tutto il territorio cittadino le caratteristiche di una vera e propria emergenza, non solo economica ma a tratti anche decisamente sociale. Quello dell’abusivismo e della contraffazione sono fenomeni, diffusi in tutti i campi produttivi senza alcuna distinzione di casta, categoria o colore di pelle, con gravissime ricadute sull’economia e tra i principali sovvenzionatori del mondo criminale. La loro incidenza tocca quasi il 40% dell’interscambio commerciale, un capitale ingentissimo.Come non pensare allora all’esistenza di vere e proprie piattaforme distributive in tal senso.

Nel settore dei servizi di mercato, i costi diretti ed indiretti delle attività criminali, della contraffazione e dell’abusivismo ammontano a più 9 miliardi di euro l’anno, pari a circa il 4,2% del valore aggiunto del settore. Un “gap” veramente insopportabile per le imprese regolari che pagano regolarmente tasse e contributi, e che sono schiacciate da una pressione fiscale complessiva ed effettiva ben superiore al 43,2 % del PIL e che può essere stimata prossima al 52%.

Far rispettare le norme e i regolamenti comunali è un dovere, ma è anche un segnale di civiltà e di rispetto nei confronti dei cittadini e dei turisti.La legislazione ordinaria e straordinaria fornisce più di qualche ovvio motivo per contrastare lo scempio di marciapiedi, panchine, muretti, spiagge, luoghi pubblici e privati sfruttati per apparecchiare improvvisati commerci di ogni cosa.

Anche il nostro Comune, che negli ultimi anni ci ha “richiesto” aumenti su rifiuti e imposte di pubblicità, pur avendo strumenti idonei per combattere questi fenomeni, si lascia andare sottovalutando la portata delle ricadute economiche di queste attività illegali con ulteriore grave danno sulla parte preponderante dei contribuenti. Ma se è vero, come è vero, che il fenomeno si rivela in tutta la sua complessità, espansiva e strutturale, non sono certamente concepibili risposte schizofreniche da blitz mordi e fuggi così come non sono giustificabili i “refrain” della penuria di personale di controllo. Un fenomeno complesso necessita di risposte idonee e diversificate. Così, mentre da altre parti si concerta e si sottoscrivono patti e convenzioni con enti ed organizzazioni di categoria, da noi si continua a voler ignorare fenomeno e conseguenze.

E diventa un assurdo incredibile la pretesa, ma corretta, di continuare a considerare le attività legali contribuenti mentre le abusive inesistenti.

(Articolo pubblicato il 17 giugno 2011)

Ci vediamo costretti a ripeterci e lo facciamo perché difronte all’immobilismo di un’intera classe amministrativa che continua irresponsabilmente a scaricare le proprie responsabilità su qualcun altro.

Una città invasa, occupata, presidiata, difronte alla visione ed allo strazio dell’impianto di un secondo mercato settimanale, abusivo, che invade, dopo Viale della Vittoria, l’ultimo baluardo turistico di questa città, il lungomare.

Decine e decine di venditori abusivi di ogni cosa, una vera e propria “corte dei miracoli” ignorati da chi, deputato ad amministrare un territorio consegna la città al personale fallimento e volge lo sguardo dall’altra parte decretando il tracollo dell’economia sana del territorio.

Ascom Terracina

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