GAETA, UN'ANTENNA PER LA TELEFONIA MOBILE ALLO STADIO RICINIELLO

GAETA, UN'ANTENNA PER LA TELEFONIA MOBILE ALLO STADIO RICINIELLO
*Stadio Riciniello*

*Stadio Riciniello*

La giunta comunale di Gaeta promuove l’installazione di un’antenna per la telefonia mobile all’interno dello stadio comunale di calcio Antonio Riciniello. Il provvedimento è stato deliberato il 27 marzo scorso dalla giunta, appunto, che ha voluto trovare un sito di proprietà comunale per piazzare il ripetitore.

Una decisione presa sulla base del decreto legislativo 259 del 2003 in materia di telefonia mobile che prescrive l’impegno da parte dell’amministrazione comunale di farsi carico “della salvaguardia – come cita il codice delle comunicazioni elettriche – degli accordi stipulati tra gli enti locali e gli operatori per quanto attiene alla localizzazione, coubicazione e condivisione delle infrastrutture di comunicazione elettronica nonché l’assimilazione degli impianti per la diffusione della telefonia cellulare ad opere di urbanizzazione primaria”.

Ma è in particolare un passaggio della delibera che si scontra di fatto con la scelta del Riciniello per ovviare ai problemi logistici di posizionamento delle antenne. Perché infatti nella delibera numero 99 del 27 marzo 2013 si legge che spetta proprio all’amministrazione comunale “garantire alla collettività un efficiente servizio di telefonia mobile, nel rispetto dei valori paesaggistici del territorio e del contenimento dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”.

Ora, nonostante nella medesima delibera si citino l’autorizzazione paesaggistica, il parere ambientale favorevole dell’Arpa Lazio, la legge nazionale sull’urbanistica, la legge quadro sulle esposizioni a campi elettromagnetici e altre norme, la volontà secondo legge di preservare la salute pubblica attraverso una installazione adeguata dell’antenna dovrebbe nei fatti sposarsi col fatto che lo stadio comunale oltre a essere frequentato da spettatori e operai della struttura, è frequentato quotidianamente da decine e decine di ragazzini delle società sportive giovanili che in quello stadio a pochi metri da questa nuova antenna si allenano, fanno sport.

Insomma campi elettromagnetici e campi di calcio non possono coesistere se per legge non bisogna esporre la cittadinanza alle radiazioni di questi strumenti. Anche se, in sostanza, l’installazione dell’antenna, che sarà affidata alla disponibilità di più gestori, porterà nelle casse comunali un importo pari a 12mila euro annui e con una concessione di 9 anni. Certo un guadagno per le casse comunali che probabilmente rinuncerà in questo modo a scegliere dei siti privati che potevano sottrarre risorse.

Nonostante questo nuovo capitolo sulla vicenda delle antenne, che va ad aggiungersi ai numerosi altri emersi fin dalla gestione amministrativa del prefetto Frattasi, ormai dal comitato costituito ad hoc per combattere installazioni controverse, le battaglie sono state sospese. Anche perché nel frattempo il comitato è rimasto senza presidente, perché Angelo Di Bernardo è diventato delegato volontario al campus universitario a fianco del sindaco Cosmo Mitrano.

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