FORMIA, APPALTO RIFIUTI: LE POSIZIONI DOPO LA REVOCA DELLA PROCEDURA DI ASSEGNAZIONE

FORMIA, APPALTO RIFIUTI: LE POSIZIONI DOPO LA REVOCA DELLA PROCEDURA DI ASSEGNAZIONE

AGGIORNAMENTO – Se è vero che i rifiuti possono essere il nuovo oro della società moderna, e lo sono se differenziati. E il loro smaltimento, quando invece ciò non accade, viene ugualmente pagato a peso d’oro, si comprende bene perchè la revoca della procedura d’appalto per l’assegnazione del servizio rifiuti a Formia, a due mesi scarsi dalle consultazioni amministrative, sia la vera miccia di queste elezioni. Lo start che dà il via alla corsa per la poltrona di sindaco. Nessun altro tema ha toccato così profondamente, e fino a ora, gli schieramenti che si sono andati a formare in questi mesi invernali e di primavera in ritardo. I protagonisti, nel bene e nel male, al di là delle polemiche, delle contropolemiche e delle proposte, restiamo soprattutto noi cittadini. Che abbiamo il dovere di sforzarci e leggere per capire. E qualora tutto non sia chiaro, fare domande. Per non doverci poi lamentare dopo se qualcosa andasse storto. Considerato che i rifiuti saremo sempre noi a trovarceli davanti la porta se, per qualche ragione, non dovessero essere rimossi.

A tutti offriamo una rassegna stampa degli ultimi interventi sul tema.

CINQUE ANNI DI RITARDO CHE PESERANNO NELLE TASCHE DEI CITTADINI FORMIANI – MOVIMENTO A 5 STELLE (1 APRILE)

movimento 5 stelleLa Giunta Municipale di Formia ha revocato la procedura di appalto del servizio rifiuti (DCG_N_80.pdf).

Un atto inevitabile e dovuto che dimostra tutta la superficialità e l’approssimazione con le quali l’amministrazione comunale di Formia ha condotto la gestione privatistica dei rifiuti.

Un atto, quello della revoca, – affermano gli attivisti del MoVimento 5 Stelle di Formia – che sancisce il fallimento definitivo del progetto privatistico del servizio dei rifiuti e l’incapacità dell’amministrazione comunale di saper cogliere gli aspetti innovativi delle trasformazioni del servizio che altri comuni “virtuosi” hanno invece saputo recepire. Formia poteva diventare capofila nel Golfo per la realizzazione di infrastrutture che sarebbero potute servire anche gli altri comuni limitrofi, tipo impianti di compostaggio, impianti di riciclo della parte indifferenziata, recupero dei materiali riciclabili, e chiudere autonomamente il ciclo dei rifiuti, favorendo sia l’ambiente che un abbattimento significativo dei costi del servizio e delle tariffe da applicare ai cittadini“.

E così mentre gli altri comuni virtuosi affrontavano il rifiuto come risorsa da valorizzare dal punto di vista economico attraverso la strategia di Rifiuti ZERO, l’amministrazione comunale di Formia ha testardamente seguito il tradizionale appalto del servizio ai privati, esponendosi a ritorsioni giudiziarie che puntualmente hanno vanificato l’intero procedimento amministrativo, accumulando cinque anni di ritardo rispetto a possibili processi di innovazione del servizio e di salvaguardia dell’ambiente.

Cinque anni di continue revoche del servizio (che continueranno nei prossimi mesi) senza che sia stato prodotto un solo atto concreto. Cinque anni di ritardi che i cittadini di Formia pagheranno pesantemente di tasca propria fin dai prossimi mesi, da quando cioè entrerà in vigore la TARES.

“Se avessero ascoltato i nostri consigli – proseguono gli attivisti del movimento – e avessero recepito la proposta di istituire un’agenzia speciale dei rifiuti con affidamento diretto, Formia sarebbe stata in grado di affrontare la questione dei rifiuti con responsabilità e serietà, senza dover essere costretti a  rincorrere giudici e tribunali per risolvere una questione che poteva affrontata in pochi giorni”.

Si riparte da zero, quindi, con cinque anni di ritardo buttati al vento. Cinque anni di inoperosità che i cittadini di Formia pagheranno interamente, fin dalla prossima bolletta della TARES, che poteva essere molto più bassa se si fosse intervenuti in tempo con una forte estensione della differenziata, con infrastrutture autonome del trattamento dei rifiuti e con un consequenziale abbattimento dei costi che avrebbe favorito tutti: cittadini e ambiente.

“Noi l’avevamo già detto in tempi non sospetti che con la procedura di una gara d’appalto ai privati andavamo a sbattere contro un muro – concludono gli esponenti del movimento -. Le macerie che questa amministrazione comunale lascerà in eredità alla futura amministrazione saranno pesanti, e pregiudicheranno fin dall’inizio il mandato del futuro sindaco della città. Chiunque esso sia”.

 

ALDO ZANGRILLO: SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI I RISULTATI SONO SODDISFACENTI (2 APRILE)

Aldo Zangrillo

Aldo Zangrillo

“I rilievi e le critiche del Movimento 5 Stelle sulla revoca della procedura di gara per l’affidamento del servizio raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani non sono rispondenti alla realtà dei fatti”.

L’assessore all’ambiente Aldo Zangrillo interviene per chiarire alcuni aspetti della vicenda.

Questa Amministrazione – spiega l’assessore –  ha dimostrato con i fatti ed i numeri di aver operato bene nel campo della differenziata raggiungendo in provincia di Latina una percentuale che la pone tra i Comuni più virtuosi.

L’attenzione nel coprire ed allargare le aree di raccolta su gran parte del bacino territoriale rappresenta il raggiungimento di un grande  risultato, tenuto conto che la tariffa per gli utenti è rimasta inalterata nel corso degli anni, sebbene il governo cittadino sia stato per due anni fuori dal patto di stabilità.

Sono queste le risposte che interessano alla gente. Quanto poi all’iter della gestione del servizio bisogna partire dal lontano 2004, allorchè il centrosinistra nella seduta di Consiglio Comunale del 27.05.04  individuava quale modello di gestione la Società a totale capitale pubblico quale forma di gestione in house del servizio, indicando quale indirizzo programmatico l’adesione alla Società AMA Servizi S.r.l.

Quell’affidamento diretto del servizio di igiene urbana da parte del Comune di Formia all’AMA Servizi S.r.l. veniva ritenuto illegittimo da parte dell’Ispettorato Generale dello Stato per mancanza di controllo analogo operato dal Comune di Formia nei confronti della società, considerato che lo stesso deteneva una partecipazione ridottissima nel capitale della stessa, pari allo 0,5%.

Il rapporto con l’AMA si è interrotto il 31 dicembre 2011 a seguito dellamessa  in liquidazione della società, costringendo il Comune – per il mantenimento e la continuità del servizio – al passaggio della gestione alla Società Latina Ambiente. Proprio in considerazione dello stato di messa in liquidazione dell’AMA, la giunta approvava il 30 dicembre 2011 gli atti e l’indizione  della gara relativi all’affidamento del servizio mediante procedura aperta.

Contrariamente a quanto affermato dal M5S non stiamo parlando di un procedimento iniziato cinque anni fa bensì di una gara il cui iter ha avuto una durata di 14 mesi ( gennaio 2012/ marzo 2013 ). Prima di procedere alla gara, questa Amministrazione ha cercato invano di coinvolgere i Comuni del Golfo affinché si realizzasse attraverso una unica gara la gestione comprensoriale del servizio, in una logica di condivisione e partecipazione che avrebbe avuto ricadute in termini di abbattimento dei costi per le amministrazioni e delle tariffe per i cittadini. Appello non raccolto dagli Enti limitrofi che ha costretto il Comune di Formia ad espletare in proprio una gara poi impantanatasi in un prolungato contenzioso giudiziario ad opera di una delle imprese concorrenti. La revoca in autotutela del procedimento di gara chiude non solo una lite pendente ma è dettata anche da una rimodulazione del capitolato dell’appalto alla luce della recente introduzione della TARES. Una tariffa approvata dal governo nel 2011 con decreto legge n° 211 ed imposta ai Comuni nonostante la proroga richiesta al 2014 nella conferenza Stato-Regioni. Ultimo punto riguarda il tanto decantato progetto “Rifiuti Zero” a cui si ispira il M5S. Basterebbe fare un giro su internet per accertarsi di come il progetto non abbia raccolto risultati concreti. Non a caso il sindaco di Parma Pizzarotti sta realizzando un termovalorizzatore che aveva in precedenza criticato ed osteggiato”.

PAOLA VILLA, UN’ALTRA CITTA’, “UNA GARA D’APPALTO ANDATA IN FUMO” (3 APRILE)

*Paola Villa*

*Paola Villa*

Dopo il ritiro della procedura di assegnazione dell’appalto per l’affidamento della gestione dei rifiuti a Formia da parte della giunta Forte, il candidato a sindaco di Un’Altra città Paola Villa è intervenuta a commentare quanto avvenuto sul delicato tema ambientale della raccolta dei rifiuti.

“E’ sotto gli occhi di tutti – dichiara Paola Villa – il fallimento di un modo di gestire la Pubblica Amministrazione in maniera improvvisata producendo atti che rimangono lettera morta. E’ inaccettabile che una procedura di gara d’appalto rimanga aperta per due anni senza che giunga a conclusione. Gestioni di questo tipo denotano la superficialità di una pubblica amministrazione priva ormai di qualsiasi adeguato studio sulle reali esigenze della collettività e delle normative in continua evoluzione, specie nel campo dei rifiuti.

E’ altresì evidente che aggiudicare una gara d’appalto sul ciclo dei rifiuti dopo due anni dalla sua indizione, significa aggiudicare una gara diventata oramai obsoleta e vetusta, sia dal punto di vista qualitativo che normativo. A questo si aggiunga che l’Amministrazione Forte congiuntamente alla delibera di annullamento della gara sui rifiuti in autotutela, mette in campo un fantomatico finanziamento della Provincia dell’ultima ora, per l’ampliamento della raccolta differenziata su altre parti del territorio, senza adeguata informazione-formazione della popolazione, che consentirà, magari sotto campagna elettorale, l’assunzione in via sperimentale e conseguentemente a tempo determinato, di due altre unità, mettendole in pasto al mare magnum dei giovani disoccupati di Formia, creando false aspettative o false promesse o altre cose.

È davvero arrivato il momento di dire basta – affonda Paola Villa -, occorre ripensare questa città facendo in maniera che si garantiscano servizi adeguati alle normative mutate e cicli virtuosi che permettano di avere reali ricadute occupazionali sul territorio.

Ci auguriamo infine che il mandato affidato al Responsabile del Procedimento di turno sul servizio della raccolta rifiuti, tenga presente che c’è ormai una prossima scadenza elettorale ed è quindi necessario permettere che la gestione del nuovo bando di gara sulla raccolta rifiuti sia gestito dalla nuova Amministrazione entrante, consentendoci così di mettere in atto tutti gli studi che abbiamo effettuato in merito, oltre che un adeguato ciclo di informazione-formazione dei cittadini e le necessarie garanzie che le ditte che parteciperanno alla gara dovranno ottemperare per escludere ogni qualsivoglia infiltrazione della delinquenza organizzata”.

 

SANDRO BARTOLOMEO: “TRASFORMARE I RIFIUTI IN RISORSA” – (3 APRILE)

*Sandro Bartolomeo*

*Sandro Bartolomeo*

La prima buona notizia dopo cinque anni di improvvisazioni. La giunta comunale di Formia ha ritirato l’appalto per la privatizzazione dei rifiuti.

Lo ha fatto per alcuni errori formali compiuti nella predisposizione del capitolato, mostrando, nella conduzione degli appalti tutta la scarsa professionalità di cui è capace  ((l’appalto per l’asilo nido e per i parcheggi insegnano). Ma questa volta l’errore si traduce in un atto di responsabilità, certamente non voluto, il primo compiuto in questo settore negli ultimi cinque anni.

La privatizzazione del settore rifiuti, oltre a una mole infinita di ricorsi, avrebbe comportato l’aumento delle tariffe, rallentato la raccolta differenziata, esposto il Comune a possibili infiltrazioni malavitose e precarizzato i rapporti di lavoro del personale.

È’ necessario, a questo punto, fare tutto quello che la giunta uscente non ha fatto: prendere delle decisioni e avere una strategia a lungo termine per trasformare i rifiuti in risorsa.

La mia proposta è conosciuta da tempo: costituire una società a totale capitale pubblico da parte del Comune e affidargli la gestione dei rifiuti a tempo indeterminato. Una società così fatta abbasserebbe i costi attuali di circa il 20 per cento perché non dovrebbe riconoscere alcun profitto ad azionisti privati e, gestendo il servizio a lungo termine,potrebbe contare sull’abbattimento dei costi strutturali come il nolo degli automezzi.

Tutto il risparmio andrebbe investito per ampliare la raccolta differenziata porta a porta al resto della città e per migliorare i servizi di diserbo e spazzamento nelle periferie; attività che peraltro,creerebbero nuova occupazione e ,a lungo termine, permettere di abbattere le tariffe.

Una gestione pubblica dei rifiuti assicurerebbe inoltre che raccolta, smaltimento e tariffa siano coordinati dallo stesso soggetto e, pertanto, che sia più semplice introdurre incentivi per chi differenzia,come controlli e sanzioni per chi continua a ignorare l’esigenza di rispettare delle regole di civiltà.

Questa società potrebbe agire anche su un terreno extracomunale, diventando un soggetto di riferimento per i servizi di igiene urbana del comprensorio e ,con il contributo della Regione, attirare investimenti per arricchire le infrastrutture di investimento nel sud,area completamente sprovvista.

È chiaro che la gestione pubblica comporta dei rischi: il primo è quello di evitare che si trasformi la società in un luogo di sperpero di danaro pubblico.

Basta prevedere uno statuto inflessibile su alcuni punti:

nessun Consiglio di Amministrazione,un Direttore scelto tra i funzionari del Comune che risponde direttamente al Sindaco e alla Giunta,un controllo,semestrale dei conti affidato al Consiglio Comunale,la pubblicazione on-line di tutti gli atti societari, l’applicazione di norme “anti arbitrarie” per le assunzioni.

Questa è la mia proposta per il futuro, se si vuole mantenere questo settore strategico saldamente nelle mani pubbliche.

 

GESTIONE RIFIUTI, L’ASSESSORE ZANGRILLO REPLICA A BARTOLOMEO (4 APRILE)

Aldo Zangrillo

Aldo Zangrillo

“Non sono stati ravvisati errori nel capitolato d’appalto della gara poi revocata, in quanto il contenzioso instaurato da una delle ditte partecipanti faceva espressamente riferimento alla mancanza di un  requisito necessario alla partecipazione del bando pubblico”.

La puntualizzazione arriva dall’assessore all’ambiente Aldo Zangrillo: “E’ sorprendente che il consigliere Bartolomeo annunci una gestione interamente pubblica del servizio rifiuti. Con un colpo di spugna ed un’acrobatica giravolta a 360 gradi, rinnega e cancella le scelte operate nel corso del suo lungo mandato da sindaco. In tempi di tagli di risorse pubbliche e di una finanza di bilancio in sofferenza ed a rischio patto di stabilità, un’uscita così populistica fa notizia, soprattutto se a parlare è un personaggio che ha governato la città per 15 anni e sul filone dei rifiuti  è andato nella direzione opposta. Non sfugge a nessuno che fino al 30 giugno 2006 il servizio di igiene urbana è stato gestito in parte in economia ed in parte mediante affidamento ad operatori terzi.

Con deliberazione del Consiglio Comunale del 27 maggio 2004 veniva individuato quale modello gestorio la società a totale capitale pubblico quale forma in gestione house del servizio, indicando quale indirizzo programmatico l’adesione alla società AMA Servizi s.r.l. In questa ottica la giunta Bartolomeo deliberava l’acquisizione di una quota di partecipazione pari allo 0,5% del capitale sociale. Successivamente in data 31 maggio 2006 veniva affidata in house e senza gara la gestione del servizio all’AMA Servizi srl. La deliberazione di consiglio trasferiva in distacco il personale comunale pari a 33  unità e l’elenco di n° 10 dipendenti temporaneamente inidonei. Alle figure comunali si aggiungevano dipendenti di aziende private, cooperative e personale interinale per un totale di 57 lavoratori. Il risultato economico di questa operazione in termini di costo del servizio ha comportato una maggiorazione economica per l’Ente di € 781.000. La comparazione è riferita all’anno 2005 – ultimo anno di gestione da parte dell’Ente  rispetto  all’anno 2007, primo intero anno di gestione dell’AMA . Dimostrazione di come l’affidamento del servizio all’AMA Servizi abbia determinato un maggiore onere per l’Ente. Questi sono gli errori e gli orrori che hanno inciso pesantemente sulle tasche dei cittadini.

Bisogna dare atto all’amministrazione Forte – sottolinea l’assessore – di aver contenuto in seguito il prezzo del canone d’appalto con l’AMA e la rimodulazione di  un nuovo canone a partire da marzo 2009. Importo rimasto inalterato fino alla scadenza del contratto, senza che si determinasse alcun decremento dei servizi affidati. Alla luce di questo fallimentare risultato l’ex sindaco ha la presunzione oggi di offrirci la sua ricetta miracolosa annunciando l’ampliamento della sfera gestionale del servizio extra comunale. L’ipotesi di un bando comprensoriale  per una gestione unitaria del servizio ha rappresentato una costante portata avanti in questi anni dal sindaco Forte. Appelli che non hanno trovato risposta e adesione da parte dei Comuni limitrofi ( vedi trattativa avviata con la vecchia e nuova amministrazione di Gaeta) a dimostrazione che il carrozzone della Golfo Ambiente, creato per andare in questa direzione da Bartolomeo, era destinato a fallire sul nascere se non fosse intervenuta la delibera di revoca

Nella gestione Bartolomeo la tariffa sulla Tarsu non aveva registrato aumenti  in quanto il maggior costo del servizio veniva pareggiato con variazioni di bilancio. Trasferimenti da altri capitoli di spesa per colmare il buco dei rifiuti. Il cittadino-contribuente pagava così due volte: la prima con la tariffa e la seconda attraverso la fiscalità generale a copertura dei maggiori costi sostenuti.  Questa era la politica creativa portata avanti dalla passata amministrazione che in materia di differenziata si limitava a fare solo proclami. In cinque anni – conclude Zangrillo – questo governo ha innanzitutto tutelato i lavoratori,  esteso su gran parte del territorio la raccolta  differenziata, passata dal 14 al 42%, migliorato il livello di spazzamento e pulizia, qualificato il cantiere produttivo e di smaltimento. In materia di politiche ambientali abbiamo finanche sfiorato lo scorso anno il conferimento della bandiera blu. Un dato che legittima e premia l’impegno messo in campo a livello amministrativo su una materia che per tanti altri Comuni rappresenta una vera e propria emergenza sociale e criticità ambientale”.

 

E MATTIA APREA RICORDA LA BONTA’ DELLA SCELTA ”GOLFO AMBIENTE” (4 APRILE)

*Mattia Aprea*

*Mattia Aprea*

Si fa un gran parlare, in questo periodo della questione dei rifiuti nella città di Formia e delle proposte in merito provenienti, da svariati gruppi politici, ed in particolare dal candidato sindaco Sandro Bartolomeo. A questo proposito, nell’evidenziare la totale incapacità della attuale amministrazione di gestire il ciclo dei rifiuti, per i motivi di cui in seguito, non si può non illustrare che quanto con lungimiranza era stato messo in campo nel 2007 con la costituzione della Golfo Ambiente era, ed è tutt’ora, una soluzione valida e seria.

Bartolomeo avanza la proposta di costituire una società a totale capitale pubblico, da parte del Comune, a cui “affidargli la gestione dei rifiuti a tempo indeterminato”.

Allora è d’uopo chiedersi: ma non era la Golfo Ambiente una società a totale capitale pubblico che doveva gestire il ciclo dei rifiuti dopo la cessazione dell’appalto AMA da cui aveva nel frattempo acquisito il necessario know how?

Ebbene la lungimiranza di tale scelta programmatica, attuata dall’allora giunta Bartolomeo e deliberata Consiglio comunale dell’epoca, dimostra oggi, alla luce delle emergenze determinatesi nel settore, che era la scelta giusta. Giusta perchè si stabilizzavano i lavoratori addetti al ciclo dei rifiuti, si evitava di ricorrere ad una gara Europea che tanti rischi di infiltrazione della criminalità organizzata faceva correre, e soprattutto perchè era lo stesso Comune di Formia a gestire il suo ciclo dei rifiuti a basso costo e occorrendo avrebbe gestito anche quello del comprensorio.

In virtù di tale scelta, è giusto ricordare che l’assessore al ramo dell’epoca, Claudio Marciano, aveva programmato ed attuato tutta una serie di progetti tra cui quello della raccolta differenziata porta a porta, la cui bontà resiste tutt’oggi nonostante il pressappochismo dimostrato dall’attuale amministrazione.

Oggi ci troviamo a gestire il ciclo dei rifiuti nella totale precarietà con il mero “soccorso” della Latina Ambiente, rispetto alla quale è doveroso astenersi da ogni commento, ed una procedura di appalto revocata pochi giorni fa per manifesta incapacità. I fatti , pertanto, hanno dato ragione a chi in quel progetto aveva creduto ed ha impiegato energie.

L’avvento della Giunta Forte ha dimostrato solo che si è agito per spirito di vendetta nei confronti della precedente amministrazione, nella totale ignoranza in materia, e soprattutto in danno della città e dei cittadini che dovranno sopportare una notevole lievitazione dei costi.

Non sono in grado, in questo momento, vista la successione delle leggi che si è avuta in materia, di poter affermare se il progetto di una società a totale capitale pubblico che gestisca il ciclo dei rifiuti sia ancora attuabile. Evidenzio solo che questa è l’unica strada percorribile se si vuole ovviare a questa emergenza notevolmente gravosa per i cittadini che si trovano a dover pagare per puro spirito di cieca vendetta dell’attuale Giunta che anche in ciò ha dimostrato tutti i suoi limiti.

Lo spunto che propongo è quello di lavorare per trovare una soluzione, anche giuridica, che ci porti verso un affidamento del ciclo dei rifiuti gestito da una società a totale capitale pubblico e che coinvolga anche i Comuni del comprensorio.

 

VINCENZO FORTE SULLA POLITICA DEI RIFIUTI:  “IL NOSTRO BILANCIO È POSITIVO” (5 APRILE)

*Vincenzo Forte*

*Vincenzo Forte*

“Bartolomeo ha governato questa città dal 1994 al 2008, fatto salvo i 18 mesi dell’era Antonio Miele. Un lungo periodo per mettere in campo nuove proposte ed avviare riforme in materia di gestione di servizi pubblici. Purtroppo la tanta auspicata stagione delle riforme non ha prodotto alcun significativo risultato, soprattutto sul fronte dei rifiuti”.

A parlare è il presidente della commissione ambiente Vincenzo Forte.

Il nostro ruolo in cinque anni di governo – spiega Forte –  è stato quello di portare a ragionare in maniera univoca i tre principali Comuni del Golfo, evitando di produrre nomine di Cda o presidenti di amministrazione come fatto dall’ex sindaco con la Golfo Ambiente. Un obiettivo – il nostro –  finalizzato non alla gestione locale del rifiuto bensì alla  realizzazione  degli impianti per la raccolta e lo smaltimento del differenziato. Sono questi a nostro avviso  i veri costi del servizio che incidono sul ciclo dei rifiuti:  costi di trasporto e di smaltimento (il primo impianto utile si trova a Latina Scalo ).  Su questa linea ci siamo mossi da subito, convinti che  le  città di Gaeta e Minturno potessero concorrere al progetto di “Città del Golfo”,  in modo da abbattere unitariamente costi e tariffe.

Dal punto di vista della raccolta differenziata è utile rammentare che Formia nella provincia di Latina possiede i migliori  standard di produzione e differenziato. Non a caso – rincara Forte – abbiamo ricevuto, grazie all’interessamento dell’assessore provinciale Gerardo Stefanelli, circa 1.500.000 euro in cinque anni. Nel contempo stiamo partecipando al bando per il compostaggio domestico ed  abbiamo rimesso in funzione tutte le isole ecologiche, con un adeguamento strutturale sulla raccolta differenziata che copre il 90% del territorio comunale rispetto al 10% del  2008. Altri punti meritori riguardano la riduzione del tasso di assenteismo del personale e l’ampliamento e messa a norma dell’Eco Centro all’ex Enaoli. In cinque anni attraverso i Consorzi – conclude il presidente Forte – abbiamo risparmiato un milione di euro mantenendo il costo del servizio inalterato. Per comprendere meglio la situazione che abbiamo trovato al nostro insediamento basterebbe citare il dato globale del servizio: una produzione di circa Kg. 25 milioni di rifiuti all’anno ridotta oggi a 16 milioni. Tutto ciò ha comportato un risparmio quantificabile in qualche milione di euro per le casse comunali. Un indice di positività sulla qualità delle prestazioni e l’efficienza del servizio”.

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