ITRI, LA SINISTRA A SOSTEGNO DEI CONTADINI PRODUTTORI DI OLIVE

ITRI, LA SINISTRA A SOSTEGNO DEI CONTADINI PRODUTTORI DI OLIVE

raccolta olive2Rifondazione Comunista e SEL di Itri scendono in campo al fianco dei contadini produttori di olive. Ritengono offensivo e provocatorio il prezzo corrisposto (1,30 euro per la prima scelta e 0,80 euro per la seconda. Nel 2012 vennero pagate rispettivamente 2,00 euro e 1,50. Addirittura l’oliva bianca, che si raccoglie entro l’8 dicembre, per la prima volta nella storia è stata pagata più di quella nera: 1,70 euro al chilo).

Ed ora propongono un impegno serio e concreto a tutela dei produttori, per i quali c’è da registrare la presa di posizione dell’UNAGRI (cooperativa degli olivicoltori) che ha ritirato le olive ma senza specificare il prezzo perchè conta di poterle pagare a una cifra più alta dopo i tentativi in tal senso con i grossisti campani che sono i maggiori acquirenti della cultivar itrana da commercializzare in salamoia. Anche perchè, sul mercato, il prodotto finito viene veduto anche a dieci euro al chilo. Ma la presa di posizione di SP (Sinistra Protagonista, che raggruppa, a Itri, PRC e SEL e che è guidata dal segretario Simone De Fabritiis) è stata vista come un duro attacco politico alla maggioranza di cui SP fa parte, con Luca Iudicone, attivo delegato ai servizi sociali.

“Fatti, non solo annunci”. Così inizia la nota di SP che prosegue: “Non ci è mai piaciuta la politica dell’annuncio. Di fronte all’iniziativa seria (pienamente condivisibile e da sostenere) della cooperativa UNAGRI di non consegnare il prodotto ai grossisti napoletani, per le ormai stranote problematiche legate al bassissimo prezzo per il conferimento delle olive (1.30 euro per la prima scelta e 0.80 euro per la seconda) l’amministrazione comunale non riesce ad andare oltre gli spot propagandistici. Non è così che si affrontano i problemi. Nella riunione di maggioranza di martedì 26 marzo il sindaco, unitamente al delegato all’agricoltura, Francesco Fargiorgio, e all’ assessore alle attività produttive, Elena Palazzo, si erano impegnati con le forze politiche di maggioranza, noi compresi, a:

1.convocare i commercianti olivicoli itrani per poter definire, possibilmente in maniera comune (senza isolare la coop UNAGRI), una strategia per meglio far riconoscere economicamente le olive agli agricoltori;

2.convocare i rappresentanti degli altri comuni produttori della (???????) itrana (Sonnino, Cori, Maenza e altri).

Assistiamo purtroppo, di fronte ad un’urgenza non rinviabile, a un immobilismo del Sindaco e degli assessori preposti al ramo e a un procrastinarsi di azioni che invece hanno tempi strettissimi, pena la loro inefficacia. Il tema del prodotto olivicolo è complesso. La sua svalutazione continua è dovuta ad una assenza storica di politiche nel settore e di errori strategici nell’impostazione post- raccolto, cioè una scarsa, se non del tutto assente, capacità di lavorare le olive dopo la loro raccolta. È ovvio che non si può intervenire su problemi strutturali in pochi giorni, ma se si vuole dar man forte ad una lotta per il prezzo non si ci può limitare alla politica dell’annuncio, buona per lavarsi la coscienza e niente più.

Chiediamo il rispetto degli impegni assunti, l’attuazione del programma, poche cose ma efficaci: incontro con i commercianti; incontro con i comuni produttori; incontro con gli agricoltori; mettere a disposizione spazi comunali alle aziende che hanno necessità degli stessi per lo stoccaggio delle olive durante la serrata. Non chiediamo di certo la luna.

Avvertiamo l’esigenza –conclude la nota- di ricostruire come sono andate le cose (anche per l’impegno assunto in campagna elettorale alla massima trasparenza della nostra attività politica- amministrativa) ed illustrare la nostra posizione manifestata con forza oltre una settimana fa al Sindaco e ribadita alle forze politiche ed agli assessori interessati nel poco tempo che si è voluto dedicare all’argomento in coda alla riunione di maggioranza svoltasi martedì”.

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