FUORI LE SIGARETTE ELETTRONICHE DAGLI OSPEDALI DELLA PROVINCIA

FUORI LE SIGARETTE ELETTRONICHE DAGLI OSPEDALI DELLA PROVINCIA

Sigaretta-elettronicaNon c’è ancora una ricerca scientifica capace di dimostrare eventuali danni alla salute. La stessa normativa di riferimento è assai ambigua. Nell’incertezza, dunque, meglio andarci con i piedi di piombo. È questa la filosofia adottata dall’Asl di Latina, che sulla scorta dei provvedimenti già adottati in molti altri enti pubblici sparsi lungo lo Stivale, ha esteso il divieto di fumo anche alla sigaretta elettronica: banditi dagli ospedali di tutta l’area pontina i vaporizzatori elettrici per il rilascio graduale di nicotina.

La decisione è stata adottata dal direttore sanitario Ennio Bruno Cassetta che nelle scorse settimane ha diramato una nota a tutti i direttori dei presidi ospedalieri della provincia: “Questa direzione – è riportato – è assolutamente d’accordo nella scelta di un atteggiamento improntato sulla cautela, come già fatto da altre Asl e come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Breve e incisiva, la missiva muove i suoi passi dopo il problema sollevato nell’ospedale di Terracina, dove qualche lavoratore infastidito dal vapore generato dalla sigaretta elettronica ha chiesto l’intervento del direttore di presidio, Sergio Parrocchia. Che, a sua volta, ha interpellato il direttore sanitario aziendale Cassetta, confermando infine il divieto di “svapare” nelle strutture sanitarie pubbliche.

Un dilemma quello sull’uso della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici, sempre più di attualità. Soprattutto se si considera il boom di vendite delle e-sigarette registrato negli ultimi mesi in Italia: già 400 italiani hanno deciso di abbandonare la vecchia bionda, alimentando un giro di affari di circa 350 milioni di euro. Ormai è un vero e proprio status symbol.

Il quadro normativo che regola la pratica del fumo nei luoghi pubblici è molto chiaro sul tabacco. Meno, anzi quasi per nulla, sulle sostanze rilasciate dalla sigaretta elettronica. Per questo motivo pochi giorni fa il Comune di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, ne ha vietato l’uso nei luoghi pubblici. Così come è accaduto ancor prima nel Comune di Vicenza, dove anche l’Asl del capoluogo veneto si è uniformata alla decisione del sindaco. Le stesse Trenitalia e Alitalia hanno optato per il divieto di utilizzo a bordo delle sigarette elettroniche. Nel frattempo anche il Ministero della Salute sta prendendo una posizione: martedì il ministro della Salute, Balduzzi, ha firmato un’ordinanza in cui è vietata la vendita di e-sigarette ai minori di diciotto anni. Un provvedimento che non risolve il problema, ma almeno pone un freno all’incontrollata diffusione dei dispositivi.

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