APRILIA, SEQUESTRO DI IMMOBILI PER UN MILIONE DI EURO. DENUNCIATI CINQUE AMMINISTRATORI

APRILIA, SEQUESTRO DI IMMOBILI PER UN MILIONE DI EURO. DENUNCIATI CINQUE AMMINISTRATORI

finanzaNei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Aprilia ha dato esecuzione ad un provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Latina, Pierfrancesco De Angelis, su richiesta del sostituto procuratore della repubblica, Raffaella Falcione, finalizzato al sequestro “per equivalente” di un fabbricato commerciale di proprietà di un’azienda sita in Aprilia, operante nel settore della movimentazione merci, per un valore di circa un milione di euro.

Il provvedimento giudiziario è stato adottato a conclusione di una complessa attività di verifica nei confronti della società apriliana, scaturita dal riscontro di un esiguo reddito dichiarato a fronte di un ingente volume d’affari.

In effetti, al fine di “gonfiare” le passività, oltre ad aver contabilizzato costi indeducibili per oltre 3 milioni di euro, la società ha annotato in contabilità (ed esposto nelle relative dichiarazioni fiscali) numerose fatture per operazioni inesistenti, per un ammontare di oltre 5 milioni di euro, emesse dalla seconda società, apparentemente operante nel settore delle costruzioni edilizie ma di fatto inattiva, utilizzata negli ultimi anni solo come “cartiera” (cioè come struttura fittizia finalizzata ad emettere fatture false).

Inoltre, sono stati riscontrati altri meccanismi di evasione quali, ad esempio, l’emissione di false note di credito che hanno permesso di abbattere i ricavi o addirittura l’annotazione di false note di credito a storno di altrettante false fatture attive (mai inviate ai clienti) con la conseguente creazione di un’iva a credito, e ancora l’ammortamento di immobilizzazioni immateriali, di fatto inesistenti, in quanto il relativo acquisto era stato documentato da false fatture.

Per questi motivi, la ricostruzione dell’effettivo volume d’affari ha presentato un elevato grado di difficoltà, non soltanto a causa dei plurimi artifizi fraudolenti, ma anche per via della frammentaria ed incompleta documentazione contabile esibita.

Le imposte evase ammontano a 2,5 milioni di euro in materia di ires, 1,5 milioni di Iva e quasi 3 milioni di Irap.

All’autorità giudiziaria pontina sono stati deferiti i tre amministratori, succedutisi nel tempo, della società apriliana che ha utilizzato le fatture false, nonché i due legali rappresentanti pro tempore della società cartiera.

Nei confronti di quest’ultima società, riconducibile al medesimo “gruppo” familiare, con sede dichiarata in Latina e priva di qualsivoglia documentazione contabile poiché dichiaratamente oggetto di furto, il Nucleo di Polizia Tributaria di Latina, al termine di una parallela e coordinata attività di verifica fiscale, ha proceduto a contestare l’emissione delle false fatture, così come individuate dai colleghi di Aprilia (per oltre cinque milioni di euro, con oltre un milione di Iva dovuta all’erario) nonché ad individuare, attraverso riscontri indiretti, ricavi non dichiarati negli esercizi precedenti per oltre 1 milione di euro.

Per il furto di documentazione contabile, ritenuto simulato dagli inquirenti, il relativo rappresentante legale è stato deferito all’autorità giudiziaria.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]