FORMIA, AGGREDITO FUORI DAL TRIBUNALE: IL RACCONTO DEL GIUDICE TUDINO

*Il giudice Pietro Tudino*
*Il giudice Pietro Tudino*

“Sono avvilito per quanto accadutomi. Evidentemente non è normale uscire da un ufficio giudiziario ed essere aggredito”. Così il 51enne giudice di pace di Carinola ma formiano di nascita e residenza Pietro Tudino racconta, ventiquattro ore dopo, uscendo dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere dove si è recato per sporgere denuncia, quanto successogli l’altro ieri. Quando è stato ripetutamente colpito alla testa con un casco da una persona in corso di identificazione da parte dei carabinieri della compagnia di Mondragone.

“Quello che mi è successo è relativo alla mia attività”, racconta ricordando l’aggressione avvenuta a pochi passi dal centro di Carinola. “Avevo finito di lavorare ed ero uscito. C’erano l’aggressore e ho notato altre due persone che hanno segnalato la mia presenza e che dopo ho saputo essere lì dalle 9 del mattino. L’ho guardato, ho preso le chiavi dell’auto e mi ha dato una botta tremenda all’altezza della tempia. Sono caduto. Ho urlato e sono uscite le persone dalla Cancelleria che mi hanno soccorso”.


I tre uomini sono successivamente fuggiti tra le strade laterali mentre Tudino è stato prima medicato sul posto e poi condotto dall’ambulanza al pronto soccorso di Sessa Aurunca dove è stato giudicato guaribile con sette giorni di prognosi anche se, ha confermato “Lunedì credo sarò in udienza”.

Sulle ragioni dell’aggressione, Tudino, da sempre molto attivo nella lotta contro le truffe assicurative che nel casertano prolificano, ha supposto: “Posso immaginare che riguardi la mia attività ma non posso collegarlo ad un evento specifico: sono all’Ufficio di Sessa Aurunca da meno di un mese mentre a Carinola svolgo la mia funzione da dieci anni. Qualcuno potrebbe aver pensato che il mio arrivo a Sessa Aurunca possa essere stato un avvertimento, visto cosa è successo in passato lì”. Riferimento chiaro alle ultime attività della magistratura inquirente che nel novembre scorso portarono anche all’arresto di un giudice.

“Ho trasmesso più volte gli atti alla Procura, dove sono stato anche ascoltato. Alla lunga penso che queste cose possano aver dato fastidio. Fattori specifici ultimamente non se ne sono verificati oltre al mio arrivo a Sessa Aurunca, che penso non sia piaciuta a tutti”.

Sul caso numerosi gli attestati di solidarietà giunti al giudice: da Vincenzo Ceraldi, presidente dell’associazione avvocati del Tribunale di Carinola, “Un fatto gravissimo, non si è mai verificato un episodio di questo genere forse in tutta Italia” a tanti avvocati e colleghi che non hanno fatto mancare la loro vicinanza.

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