LA COMUNITA' FORMIANA E LO SPORT PONTINO IN LUTTO PER LA MORTE DI MENNEA

menneaLo sport pontino e la comunità di Formia sono in lutto per la prematura scomparsa, a soli 60 anni di Pietro Paolo Mennea, l’atleta italiano più forte di sempre scomparso questa mattina in una clinica di Roma dopo una breve ma dolorosa lotta contro un tumore. Pietro a Formia era arrivato dalla sua Barletta, dov’era nato il 28 giugno 1952, nel 1970, vi è rimasto sino alla sua quinta finale alle Olimpiadi – nel 1988 a Seul – costruendo tutti i suoi più grandi successi, su tutti il primato del mondo di 19” e 72 centesimi sui 200 metri alle Universiadi di Città del Messico nel 1979 e l’oro olimpico sul mezzo giro di pista l’anno successivo ai Giochi di Mosca. Mennea è stato l’emblema di un certo modo di interpretare lo sport, il suo essere ragazzo del sud che, attraverso l’atletica leggera, voleva inseguire un riscatto sociale riempito da un’insicurezza che si trasformava in forza della natura Formia in quest’ottica gli è servita ma quanto sacrificio e sudore, che fosse Natale o Capodanno. Lui con quella strana tuta blu della nazionale che portava larga larga e il professor Vittori con il cronometro in mano.

Lui che correva trascinando un copertone riempito di cemento è diventata la foto simbolo del centro di preparazione olimpica “Bruno Zauli” diventato la sua nuova casa insieme al dirimpettaio Grande Albergo Miramare. Si sono ispirati a lui in tanto, tra gli ultimi un certo Jose Mourinho. Poi il male di cui molti ignoravano, ad eccezione di Manuela, sua moglie. Formia gli voleva bene e un anno fa gli ha consegnato il premio internazionale Cicerone.