GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA IN RICORDO DI DUE ILLUSTRI POETI CORESI

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA IN RICORDO DI DUE ILLUSTRI POETI CORESI
elio filippo accrocca

*Elio Filippo Accrocca*

Si celebra domani, giovedì 21 marzo 2013, la Giornata Mondiale della Poesia, ricorrenza istituita dall’UNESCO nel 1999 per riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato tra le diverse forme della creatività letteraria ed artistica, in quanto luogo fondante della memoria.
Per l’occasione la città di Cori, culla di numerosi rimatori di elevata qualità espressiva, vuole ricordare due dei suoi illustri poeti concittadini, coloro che più di tutti, ognuno con i suoi tratti distintivi, hanno contribuito coi loro versi a rendere lustro ad un’intera comunità, oltre che a dare un significativo contributo all’evoluzione della poesia italiana.
Cesare Chiominto (Cori 1920 – 2003) è una delle più significative ed espressive personalità dell’arte e della cultura, non solo a livello locale. Curò un inestimabile lavoro sul dialetto corese, condensando in tre opere, «Lo parlà forte della pora ggente», «Còri mé bbéglio», «Il dizionario corese italiano», una cultura millenaria, espressa nelle piccole cose di ogni giorno, e fissando nella sua opera i tratti essenziali di una lingua che, grazie a lui, non è morta. Ha sempre guardato, ispirandosi, alla quotidianità del lavoro dei campi, dei vetturali, dei pastori ‘nnossati, delle osterie ingoiate troppo velocemente dalla civiltà del fast food; alla continua frequentazione della pora ggente, poraccia e bbona, protagonista con lui delle sue poesie. Districandosi con maestria tra il comico ed il drammatico, ha reso onore e dignità all’espressivo linguaggio dei poveri contadini, arrivando perfino a tradurre in corese Marziale.

cesare chiominto - 2

Cesare Chiominto

Elio Filippo Accrocca (Cori 1923 – Roma 1996, riposa a Cori), invece, fu allievo ed amico di Giuseppe Ungaretti, decisivo per la sua formazione poetica. Annoverato tra i grandi poeti postbellici italiani, fu il capostipite del Gruppo di Portonaccio. La sua vita intensa e caratterizzata da vari gravissimi lutti familiari fu l’ispiratrice di molti dolorosi versi. Nelle sue numerose opere ha cantato la città di origine, luogo dell’infanzia e della memoria del mondo antico, consapevole della sua fondazione leggendaria e della sua storia pre-romana, dove nacque da padre ferroviere, di umili origini popolane. Insieme a Roma ha poi cantato le città e le genti d’Europa intesa come entità culturale. La poesia europea si intreccia con quella delle sue riflessioni sull’esistenza, sull’infinito, sul tempo, sullo spazio, sulla vita concreta di ogni giorno. Un artista e un intellettuale a tutto tondo, che seppe vivere intensamente il suo tempo, forte della sua fede nella poesia da lui definita un remo per approdare nel nuovo millennio.

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