IL SINDACATO SUL PIEDE DI GUERRA NEI CONFRONTI DELLA S.C.M. DI TOR TRE PONTI

IL SINDACATO SUL PIEDE DI GUERRA NEI CONFRONTI DELLA S.C.M. DI TOR TRE PONTI

scm tre pontiSindacato sul piede di guerra nei confronti della SCM di Tor Tre Ponti, dopo la comunicazione data dalla direzione di voler tagliare del 15% l’importo netto dello stipendio a partire dal mese di marzo. Un’altra tegola sui lavoratori già provati dalle difficoltà di un’azienda che è subentrata alla Gambro dopo che la multinazionale svedese aveva chiuso lo stabilimento e spostato altrove le proprie produzioni.

Uno stabilimento che non è mai decollato, con piani industriali cambiati in corso d’opera e con le maestranze che stanno usufruendo di ammortizzatori sociali. Proprio nei giorni scorsi è stato firmato in Regione un ulteriore accordo di cassa integrazione, della durata di un anno, che riguarderà tutti e 61 i dipendenti. La dichiarazione dell’azienda di tagliare le buste paga ha fatto scattare la reazione delle segreterie provinciali di Femca Cisl, Filctem Cgil, Uilcem Uil, Ugl Chimici che, in una nota comune, hanno chiesto un incontro urgente stigmatizzando duramente la decisione della SCM e diffidandola dall’effettuare il taglio degli stipendi considerato una procedura anomala ed illegale.

Questa è l’ennesima forzatura che l’azienda compie verso i propri dipendenti poichè ad oggi sono cinque le mensilità arretrate ancora da pagare oltre alla annunciata sospensione della 13 e 14 mensilità.

Una situazione ormai non più gestibile che ha indotto il sindacato provinciale ad intervenire duramente con la richiesta di chiarimenti ed incontro, ai quali seguirà una assemblea di tutti i lavoratori per decidere quali azioni intraprendere per ripristinare una corretta gestione dei rapporti, il rispetto della legge e, soprattutto, una normale e puntuale erogazione degli stipendi dei lavoratori.

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