PREMIATO A ITRI SALVATORE MANZI, 40 ANNI NELLA MUSICA

PREMIATO A ITRI SALVATORE MANZI, 40 ANNI NELLA MUSICA
*Salvatore Manzi (primo a sinistra)*

*Salvatore Manzi (primo a sinistra)*

Quaranta anni di ininterrotta attività quale strumentista. Per questi meriti Salvatore Manzi di Itri, suonatore del basso tuba sibemolle, attualmente impegnato con la Fanfara degli Alpini di Montaquila (IS), ha ricevuto l’attestato per i meriti artistici che hanno connotato questa sua lunga e apprezzata dedizione alla musica.

Il prestigioso riconoscimento gli è stato consegnato dal sindaco di Itri, Giuseppe De Santis, e dall’assessore alla cultura, Raffaele Mancini, nel corso dell’ultimo concerto tenuto nella chiesa dell’Annunziata dal gruppo “Discantus Ensemble” della maestra Paola Soscia, che si è esibito insieme al complesso bandistico “Umberto Scipione Città di Formia”, diretto dall’ “inossidabile” Filippo Di Maio.

Il riconoscimento gli è pervenuto dal comune di Itri in quanto, suonando nella Fanfara degli Alpini, Manzi ha fatto sì che la plancia di presentazione (manifesti) pubblicizzi e promuova sistematicamente le attività dell’assessorato alla cultura del comune di Itri in tutte le manifestazioni e i raduni nazionali e internazionali. Nel conferirgli l’attestazione, è stato ricordato il suo lungo impegno artistico: già componente della Banda Musicale Città di Fondi, da 35 anni è impegnato con il complesso bandistico “Umberto Scipione Città di Formia”, il cui maestro Di Maio lo ha introdotto e lanciato presso altre formazioni tra le quali, per ben 10 anni, la banda “Regione Abruzzo” e la “Banda di Chieti”.

Nel suo impegno con la Banda d’Abruzzo Manzi ha anche ricoperto l’incarico di organizzatore al fianco del maestro Michele Lufrano, compositore di marce prettamente bandistiche dalla valenza internazionale, tanto che venne premiato a Lussemburgo dai reali di quello stato.  Lufrano fu anche il maestro della leggenda musicale che risponde al nome di Riccardo Muti.  Manzi, al momento della sua premiazione, ha voluto ricordare con intensa commozione e sommo piacere il maestro Luciano Ruggieri e i fratelli Maggiacomo, Vincenzo e, in particolare, Giovanni, che è anche compositore di marce eseguite in diverse regioni d’Italia.

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