DANIELE NARDI INTERROMPE LA SCALATA DEL NANGA PARBAT

DANIELE NARDI INTERROMPE LA SCALATA DEL NANGA PARBAT
*Daniele Nardi*

*Daniele Nardi*

Torna a casa lo scalatore setino Daniele Nardi. L’impresa di scalare, primo al mondo, la vetta del Nanga Parbat in inverno è fallita proprio a causa delle proibitive condizioni metereologiche.

Scrive sul suo blog: “Purtroppo finisce qui la nostra sfida al Nanga d’inverno sullo sperone Mummery.
E’ lei a decidere. Ci ha chiuso le porte un altra volta. Accettazione, è stata l’esperienza umana e alpinistica più straordinaria della mia vita. Mi sento leggero, non getto la spugna perchè non ci ho provato, ma perchè è stata più forte di me, mi ha lusingato lasciandomi salire in inverno il suo sperone, quello famoso, quello mai salito? Perché credo che mi abbia risparmiato, mi abbia fatto assaggiare la sua violenza ed il suo miele, le regina delle montagne…la mangia uomini.
Rassegnato un pò anche perché le mie dita non sopporterebbero un altro tentativo ed il tempo è brutto per altri 10 giorni.

Quanto ho imparato? Tanto, più di quello che io possa ancora digerire. L’inverno, un tentativo di via nuova sull’ottomila degli ottomila in pieno inverno.

Qualche giorno fa due portatori di Ser il villaggio qui in basso mi hanno regalato un portafortuna, per descriverlo ci vorrebbe una foto, campanellini attaccati a perline blu. La prima volta si è staccato dal mio zaino di notte mentre Elisabeth cadeva in un crepaccio, la seconda stamattina mentre guardavo il mio indice bluastro. In entrambi i casi l’ho trovato posato nella neve ad attendermi. Preso dalla neve l’ho rimesso al suo posto. Lo sguardo del portatore che mi augurava fortuna, il sorriso, i denti bianchi, piegato dalla fatica, ma soddisfatto mentre si allontanava nella neve dal campo base verso il suo paese. Suggestioni da spedizione, ma qualcosa mi dice che è bene che lo tenga con me questo gentile regalo.

Grazie a tutti voi che mi siete stati vicini, che mi avete incoraggiato in questo mio sogno che penso sia anche il sogno di tanti. Le parole di Mimmo l’amico medico di Pescara sono chiare “Ma che vuoi fa vuoi perdere le dita e smettere di scalare?”.

Torno a valle nei prossimi giorni, torno a casa con la certezza già di altri progetti, “diti” permettendo, la storia può aspettare, questo capitolo mi piace.

Spero che capiate, sono certo di non avervi deluso, e di non aver deluso quegli 8000ragazzi che mi hanno consegnato “L’alta bandiera dei diritti umani” firmata. Non è facile, ma se in fondo ci si prova, con tutte le proprie energie si ottengono almeno due risultati, il primo si cresce, il secondo si lascia una traccia che per quanto in inverno scompare velocemente con il vento in pochi minuti, rimane indelebile nella propria storia, e questo è quanto basta per ora.

Grazie di cuore a tutti gli amici, i conoscenti che hanno creduto in questo sogno, agli sponsor senza i quali questo sogno non avrebbe avuto inizio, grazie a Claudio Nardi mio fratello che non ha dormito la notte per seguire questa folle missione ed a tutti gli amici che ognuno a loro modo hanno aiutato ad organizzare questa spedizione”.

per il diario di Daniele Nardi: http://www.mountainblog.it/danielenardi/

foto: http://www.flickr.com/photos/danielenardi/sets/72157632758797106/

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