***video***TRAFFICO DI RIFIUTI INTERNAZIONALI DAL PORTO DI GAETA. L'EX PROCURATORE GRASSO ''CI SARANNO NUOVI SVILUPPI''


Pietro GRASSOLa Direzione Nazionale Antimafia ha promosso una serie di rogatorie internazionali per definire la proprietà delle società impegnate, o che sarebbero state tali, nel traffico internazionale di rifiuti speciali in partenza dal porto commerciale di Gaeta. Lo ha rivelato ieri sera a Gaeta proprio il procuratore nazionale uscente Pietro Grasso dopo che la titolarità dell’inchiesta, alla luce delle analisi dell’Arpa e degli interrogatori svolti nell’ultimo mese, è passata dalla Procura di Latina alla Direzione Distrettuale Antimafia, chiamata ora a definire cosa si celi dietro le 2800 tonnellate di rifiuti ferrosi sequestrati a metà dicembre su una banchina del porto commerciale di Gaeta. Di certo gli accertamenti fiscali promossi dall’Autorità delle Dogane nei confronti di sei società di autotrasporto di Giugliano, Cisterna ed Aprilia hanno conosciuto subito altri risvolti di natura penale: si parla di un traffico internazionale di rifiuti speciali che avrebbe un mittente, il porto di Gaeta, ed una destinazionale finale: una fonderia di Smirne, in Turchia. Ad un primo carico di 5000 tonnellate di sicuro ne dovevano seguire degli altri per un valore di 25 milioni di euro. L’inchiesta ha inoltre appurato come l’intera operazione sia riconducibile alla Eri Metal Scrap, società azionaria con sede a Malta, ma gli inquirenti dell’antimafia ipotizzano che il carico di questo materiale ferroso, una volta imbarcato, e prima di arrivare in Turchia, sarebbe stato acquisito da una società inglese e da una svizzera secondo una triangolazione commerciale che il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso definisce molto anomala. Ci sono poi le navi necessarie per questi pericolosi trasporti, quasi sempre battente bandiera di alcuni stati caraibici che l’Ocse ha compreso nella lista nera dei paradisi fiscali per l’assoluta mancanza di trasparenza nelle transazioni economiche e per la mancata cooperazione nella lotta al riciclaggio del denaro sporco.

 

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