FORMIA, ''SORRISO SUL MARE'': IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO DELLA SALUS

FORMIA, ''SORRISO SUL MARE'': IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE IL RICORSO DELLA SALUS

protesta Sorriso sul MareNo e ancora no. La Terza Sezione del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso proposto dall’Istituto Chirurgico Ortopedico Salus, che aveva impugnato l’ordinanza cautelare del Tar di Latina sulla sospensione dell’autorizzazione all’esercizio delle attività sanitarie presso la Casa di Cura Sorriso sul Mare di Formia disposta lo scorso ottobre dalla Regione Lazio sulla base delle carenze strutturali, tecnologiche riscontrate dall’Asl di Latina.

Confermato dunque anche il blocco delle attività di accettazione, la dimissione graduale dei pazienti e la sospensione dei pagamenti a partire da agosto. Nonostante la situazione diventa sempre più complicata per la clinica psichiatrica di via Appia, resta però aperto uno spiraglio.

Secondo quanto scrivono i giudizi di Palazzo Spada, “dagli elementi introdotti in giudizio, emerge che sono in corso contatti con l’Asl di Latina per la riconduzione della struttura nei parametri di legge ai fini del prosieguo dell’attività”. Dunque il massimo organo della giustizia amministrativa, pur non entrando direttamente nel merito della vicenda, riconosce i tentativi dell’azienda di volersi mettere in regola con le prescrizioni. Nell’ordinanza, infatti, è chiosato che “sull’Amministrazione grava ogni onere collaborativo per la puntuale individuazione delle soluzioni idonee ad assicurare la prosecuzione dell’attività assistenziale”.

Tuttavia, per i supremi giudici “allo stato” non ci sono i presupposti per l’accoglimento del ricorso. L’attenzione dunque torna al confronto tra la Salus e l’Asl.

La scorsa settimana, durante un incontro con i lavoratori e le sigle sindacali, la proprietà ha fatto presente di essere stata informata che la Asl avrebbe dato parere negativo al progetto di riconversione della clinica. Al momento però non c’è ancora un atto ufficiale. Nella clinica, infatti, continua ad operare una ditta edile cui è affidato il compito di adeguare stanze e servizi sanitari in base alle prescrizioni sollevate. Non è dunque da escludere che – qualora l’autorizzazione venisse revocata definitivamente – la Salus possa ricorrere nuovamente al Tar.

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