***video***GAETA, BLITZ E SEQUESTRO ALL'ASILO NIDO. PARLANO IL SINDACO E LA PRESIDENTE MANFELLOTTI

*I carabinieri ieri sera all'asilo nido di via Amalfi*
*I carabinieri ieri sera all’asilo nido di via Amalfi*

La giunta al completo, presieduta dal sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, ha voluto dire la propria versione dei fatti che hanno portato al sequestro preventivo da parte della Procura di Latina, eseguito dai carabinieri di Gaeta, all’asilo nido comunale di via Amalfi.


Li ha definiti il primo cittadino, che dovrebbe sottendere a un intoppo nelle procedure di comunicazione delle pratiche e delle relazioni dei sopralluoghi effettuati alla struttura.

Lavori chiesti da quasi in un anno dai vigili del Fuoco per la messa in sicurezza della struttura, ma che in realtà, dopo l’impegno di questa amministrazione a realizzarli in effetti sono stati conclusi nel novembre scorso.

Eppure problemi di non meglio specificata natura ci sarebbero stati alla procedura di invio delle documentazioni. Lo stesso Mitrano e l’assessore ai lavori pubblici hanno affermato .

Pur riconoscendo una immediata risoluzione dell’emergenza, il presidente del comitato di gestione dell’asilo Chiara Manfellotti, ha tuttavia sollevato eccezioni alla scelta di spostare i novanta bambini nella scuola materna dell’Atratino.

IL COMUNICATO DEI CARABINIERI

Il 24 gennaio 2013, a Gaeta, i Carabinieri della locale Stazione, in esecuzione di decreto dell’A.G. di Latina, hanno deferito in stato di libertà uno dei responsabili del settore dei servizi sociali del Comune di Gaeta e sottoposto a sequestro preventivo uno degli asili nido del luogo, ospitante circa 90 bambini, per gravi e reiterate violazione delle norme in materia di “tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Il provvedimento scaturisce da una serie di sopralluoghi effettuati all’interno della struttura nel corso dell’anno 2012, unitamente al personale dei VV.FF. di Latina, nel corso dei quali sono state rilevate situazioni di potenziale pericolo per la sicurezza (non conformità dei locali, porte di emergenza non regolamentari, carenza addetti antincendio, assenza di un piano di evacuazione, impianto di illuminazione non sufficiente, mancata rimozione tubature del gas, ecc.).

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