IL TAR BOCCIA IL PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI DEL LAZIO

IL TAR BOCCIA IL PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI DEL LAZIO

Stop dal Tar del Lazio, con sentenza 121/2013 al piano di gestione dei rifiuti del Lazio. I giudici amministrativi hanno infatti accolto il ricorso presentato dai Verdi, e autonomamente dalla Provincia di Latina motivando la scelta on 51 pagine.

Imposto “Alla Regione Lazio di istruire adeguatamente il nuovo procedimento e motivare congruamente le proprie scelte, tenendo conto di tutti gli elementi di valutazione a disposizione e, quindi, anche dei profili evidenziati dalla Provincia di Latina inerenti, in particolare: – la delimitazione degli ambiti territoriali ottimali sul territorio regionale; – l’esclusione di 5 Comuni (Gaeta, Castelforte, Spigno Saturnia, Minturno, Santi Cosma e Damiano) dall’ATO Latina e l’inclusione degli stessi nell’ATO Frosinone; – la circostanza che alla nota 21 relativa al paragrafo 7.1.1 del Piano (rubricato “La normativa regionale e l’individuazione degli ATO rifiuti nel Lazio”) si legge: “21 Con disposizione di legge successiva, ed entro i tempi previsti, la Regione Lazio provvederà nell’attribuire le funzioni già esercitate dalle Autorità di cui all’art.202 del decreto legislativo n152 del 2006 a soggetto da definirsi.”; – le risultanze del Piano della Provincia di Latina di cui alla deliberazione n. 71 del 30.9.1997 ed i successivi aggiornamenti, e la disciplina concernente la valutazione di incidenza in relazione all’influenza del Piano su siti della rete Natura 2000″.

Commenta il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani:

“La sentenza è di fondamentale rilevanza per tutto il territorio della Provincia di Latina, al di là del merito per l’acclarato annullamento del Piano regionale, quanto piuttosto per il riconoscimento esplicito ed incontrovertibile della correttezza delle valutazioni poste a fondamento delle scelte contenute nel  Piano Provinciale approvato con Deliberazione n.71 del 30.09.1997 e mai riconosciute dalla Regione Lazio, che ancor più evidenziano la carenza pianificatoria e programmatoria del Piano regionale,  il quale, oltre a non rispondere alle esigenze del territorio, come è  palesemente evidente dallo stato emergenziale che si sta vivendo, non ossequia la normativa -come rilavato nelle 51 pagine della sentenza-, né tantomeno i  principi di matrice comunitaria, costatici una salata condanna. La impietosa censura operata dal Tar, giunge provvidenziale altresì a fermare l’infelice iniziativa del Ministro all’Ambiente, che -sulla scorta di un Piano ormai carta straccia- ha ordito nei malcelati modi imperativi, un’azione riparatoria destinata a sortire gli stessi effetti del Piano, scontandone il medesimo peccato originale”.

 

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