NUOVO FINANZIAMENTO PER L’OFFICINA DELL’ARTE DI CORI E GIULIANELLO

NUOVO FINANZIAMENTO PER L’OFFICINA DELL’ARTE DI CORI E GIULIANELLO

Nuovo finanziamento di 36mila euro per l’Officina dell’Arte di Cori e Giulianello, ammessa alla graduatoria finale dei soggetti aventi diritto, nell’ambito del bando regionale “potenziamento e sviluppo di una rete regionale di officine dell’arte e dei mestieri”.

“Questo finanziamento consentirà di ampliare l’offerta della nostra Officina – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Chiara Cochi – integrando le attuali attività artistiche con l’avvio di quelle di recupero degli antichi mestieri, affinché questi possano diventare una concreta opportunità lavorativa per i giovani del territorio che a breve avranno anche una loro voce ufficiale con la realizzazione della web radio, il progetto elaborato dal Consiglio Giovani”.

Solo altre 15 Officine in tutto il Lazio, 3 in provincia di Latina, hanno ottenuto il medesimo finanziamento, a riprova della bontà della progettualità sviluppata un paio d’anni fa dall’assessorato ai Servizi Sociali e alle Politiche Giovanili del Comune di Cori, in collaborazione con il Consiglio Giovani, quando l’Officina corese ricevette dalla Pisana un primo finanziamento di 170mila euro.

Con questi primi fondi fu possibile dare inizio a questa idea con la realizzazione di una sala prove e di uno studio di registrazione presso l’ex scuola di colle Tenne, messa di nuovo a disposizione della comunità dopo anni di abbandono; e l’adeguamento di Palazzetto Luciani a Cori come spazio espositivo delle attività svolte presso la sede operativa di Giulianello.

L’Officina, inaugurata lo scorso anno, è gestita dal Condominio dell’Arte, un’ATS di tre associazioni, “Matisse”, “Tres Lusores” e “Festival della Collina”, che vi organizza numerosi corsi e laboratori di musica, danza, teatro, multimediale, tradizione popolare, arti visive, poesia e media center.

Il sindaco Tommaso Conti si è rivolto direttamente alle nuove generazioni: “Un invito ai giovani del territorio a recuperare antiche conoscenze, sempre valide anche nella società attuale, i saperi dei sediari, dei potatori, dei sarti, per tentare una via d’uscita da questa crisi che altrimenti diventa sempre più drammatica”.

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