GUARDIA DI FINANZA SCOPRE FRODE FISCALE CON FATTURE FALSE DA 1MLN DI EURO. COINVOLTE TERNI, LATINA E NAPOLI

GUARDIA DI FINANZA SCOPRE FRODE FISCALE CON FATTURE FALSE DA 1MLN DI EURO. COINVOLTE TERNI, LATINA E NAPOLI

Emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, mancati versamenti di imposte, indebiti vantaggi fiscali, occultamento delle scritture contabili: è quanto ha scoperto il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Terni al termine di una verifica fiscale condotta nei confronti di una società attiva nel settore della vendita all’ingrosso di capi d’abbigliamento. Tre le denunce. In particolare, sono stati denunciati a piede libero per la violazione dell’art. 8 del decreto legislativo 74/2000 (concernente l’emissione di fatture) per operazioni inesistenti tra il 2007 e il 2009, tre amministratori della società, veri e fittizi, tutti di origine campana. Uno di loro è stato inoltre indagato per l’occultamento delle scritture contabili obbligatorie. Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, in accordo con altre società operanti nelle province di Napoli e Latina, la società emetteva fatture per operazioni commerciali, in alcuni casi realmente avvenute ed in altri completamente fasulle. Fra la sua contabilità sono state così individuate fatture per operazioni inesistenti per quasi 1.200.000 euro, emesse con l’obiettivo di consentire ad altri di detrarsi costi in realtà mai sostenuti, con notevoli ed indebiti risparmi fiscali. La società verificata, a fronte delle fatture emesse (sia vere che false) avrebbe dovuto anche dichiarare il volume di affari, indicare le somme in sede di dichiarazione e pagare l’Iva, ma avrebbe invece omesso la presentazione delle dichiarazioni annuali sia in materia di Iva che di imposte sui redditi. Inoltre – sempre secondo quanto riferito dai finanzieri – la società ha nascosto tutti i documenti documenti fiscali e le scritture contabili obbligatorie e per evitare la denuncia dell’amministratore della società, ha interposto una classica «testa di legno», con la funzione di accollarsi tutte le responsabilità. Si tratta in particolare di un soggetto nullatenente, residente nella provincia di Napoli che, interrogato nella sua carica di amministratore pro-tempore della società, si è dichiarato estraneo alle vicende societarie e privo di qualsiasi reddito. Nell’ambito della frode fiscale è stata infine costituita anche una Srl fittizia con sede ad Acquasparta, che ha omesso di presentare le previste dichiarazioni annuali occultando al fisco ricavi per oltre 1.500.000 euro, evadendo l’Iva per 550.000 euro e un’Irap per 62.000 euro, consentendo ad altri soggetti economici di sottrarre all’imposizione consistenti importi relativi alle false fatturazioni. Oltre alle denunce, la finanza ha quindi contestato il recupero del materiale imponibile per la mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali dagli anni 2008 al 2012.

Fonte perugia.ogginotizie.i

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