FORMIA, CASO INTERNAZIONALE PER UN BIMBO CONTESO TRA I GENITORI

FORMIA, CASO INTERNAZIONALE PER UN BIMBO CONTESO TRA I GENITORI

La guerra di competenze tra i tribunali dei minori di Roma e quello di Barcellona, per decidere sull’affidamento del bimbo conteso tra madre formiana e padre catalano, é iniziata. Entrambi gli organi di giustizia infatti si sono recentemente dichiarati competenti per decidere sul destino del piccolo attualmente residente a Formia. Una posizione che il tribunale di Barcellona ha peraltro preso solo pochi giorni fa e dopo che già il tribunale dei minori di Roma aveva emanato il 29 agosto scorso un decreto che rigettava il ricorso del padre del bimbo che chiedeva l’immediato trasferimento in Spagna. Il decreto giunge a questa conclusione perché, pur riconoscendo che il padre voleva che il bambino tornasse a Barcellona, è stato lui stesso ad accompagnarlo in Italia con la madre senza mai tornare e – come sostenuto dalla madre – né passando il mantenimento, né andandolo a trovare, né telefonando per vedere come stesse il figlio.

I giudici hanno deciso di non allontanare il bambino dal luogo della sua residenza abituale e dei suoi legami affettivi più profondi, riconoscendo quanto più volte detto dalla Cassazione sulla nozione di residenza abituale come classificata dall’articolo 3 della convenzione dell’Aja. Inoltre il Tribunale aveva concesso al padre di vedere il figlio presso i servizi sociali di Formia per i giorni 30 e 31 di agosto, ma l’uomo è andato solo il primo giorno. Il bimbo può perciò rimanere in Italia con la madre, perché il tribunale ha ritenuto che il rientro in Spagna avrebbe costituito un fondato rischio, per il minore, di essere esposto, per il fatto del suo ritorno, ai pericoli fisici e psichici, o comunque di trovarsi in una situazione intollerabile.

“Il problema – hanno dichiarato i legali della donna, Carolina Priore ed Emanuela Di Marco – sorge ora per quello che sarà il processo relativamente al minore. Perché nonostante questo decreto, sia il Tribunale di Barcellona che il Tribunale dei minori di Roma si sono dichiarati competenti per decidere sull’affidamento del minore, per cui adesso ci sono due processi paralleli per lo stesso caso e si potrebbe arrivare ad un risultato paradossale per cui ci potrebbero essere due sentenze opposte per la stessa vicenda”. Insomma una vera e propria battaglia legale tra tribunali spagnoli e italiani per decidere il destino del piccolo formiano.

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