ACCORPAMENTO DELLE PROVINCE. LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE CUSANI

ACCORPAMENTO DELLE PROVINCE. LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE CUSANI

Il presidente della Provincia Armando Cusani

SE IL PARLAMENTO C’E’ BATTA UN COLPO E SI FACCIA SENTIRE, dia un cenno della sua presenza e fermi il vilipendio alla Costituzione e alle leggi dello Stato che questo Governo sta perpetrando giorno dopo giorno. Il senso di responsabilità che ha consentito a questo Governo di insediarsi non necessariamente ha reso i rappresentanti del popolo servi sciocchi e supini spettatori di un Governo che, nel tentativo nobile di tirarci fuori dalla crisi con provvedimenti impopolari, sta soverchiando ogni regola e ogni principio, con aggressioni continue e reiterate della Costituzione e alle leggi dello Stato, verso le quali ha prestato giuramento obbligandosi a essere loro fedele adempiendole con onore. Il parlamento riprenda allora il ruolo di guida del Paese perché a questo Governo “salvatore della patria”, non è stata conferita alcuna “green card” con la quale si sono posti al di sopra della Costituzione ed alle leggi dello Stato, ed è a queste che deve uniformare la sua condotta, nonostante la crisi e la necessità di fare cassa. Il processo di riordino delle Province, l’intransigenza del Ministro Patroni Griffi colta nelle sue tante esternazioni, l’indisponibilità al confronto ed alla poca trasparenza inducono a chiedersi dove il Ministro radichi la certezza della legittimità del suo progetto che ancora una volta manca di un vero piano di risparmio, che risulta carente di organicità, che si impone imperativamente con atti di natura eminentemente emergenziale ed autoreferenziale, in barba ad una rivolta sfociata in 10 ricorsi alla Corte costituzionale, promossi da altrettante Regioni e supportate dalle Province tra cui Latina Frosinone e Viterbo, 14 ricorsi al TAR del Lazio promossi dalle Province Italiane, che nell’avversare i provvedimenti governativi, in via incidentale hanno anch’esse sollevato la incostituzionalità del disegno di riordino. Troppe le norme violate, troppi gli strappi alla costituzione, ignorato il confronto più prossimo con i cittadini, disattese le più elementari regole di leale collaborazione. Il Ministro e il suo autorevole Governo di tecnici e professori invece di soprassedere, sfidano pure gli Ermellini che il 6 Novembre prossimo saranno investiti della questione. Il Ministro è sicuro di uscirne indenne? Beh ci auguriamo di no, ci auguriamo che l’ultimo baluardo a difesa della Carta Costituzionale si erga a tutela dell’ordine violato al pari di quando ha salvato i maxistipendi da un taglio irrisorio. Ci attendiamo rigore dalla Corte e rispetto non per salvare le poltrone delle governance provinciale, ma per salvaguardare le nostre scuole, per la sicurezza delle nostre strade, per usufruire ancora di servizi per il cittadino, per continuare ad avere un interlocutore e non rincorrere l’ennesima istituzione arroccata in palazzi irraggiungibili!

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