CAGNOLINO ABBANDONATO. SCENDE DA ROMA PER ASSISTERLO NIPOTE DI VINCENZO PARISI, GIA’ CAPO DELLA P.S.

CAGNOLINO ABBANDONATO. SCENDE DA ROMA PER ASSISTERLO NIPOTE DI VINCENZO PARISI, GIA’ CAPO DELLA P.S.

Ci sono situazioni in cui le parole non riescono a sorreggere l’intensità dei sentimenti provati. Specie quando questi sono intrisi di grande commozione e di profonda ammirazione per chi compie gesti che fanno meritare la patente di “eroi” a quanti si comportano con la loro naturalezza quotidiana anche in quelle occasioni che a noi sembrano momenti di irripetibile eccezionalità. E’ il caso della storia che riassumiamo in poche righe ma che resterà indelebile nei ricordi dell’antologia della generosità che vorremmo vedere accrescersi di tante altre pagine. Verso le 19,30 di mercoledi 29 agosto, transitando in piazzale Padre Pio, a Itri, siamo rimasti colpiti dagli atteggiamenti di grande affabilità, condita da una toccante apprensione verso l’oggetto dell’attenzione dei due, di Laura e Vincenzo, due giovanissimi di Roma. Nella loro auto, disteso sul sedile anteriore, appena protetto da una traversa paraliquidi, giaceva, con la lingua a penzoloni fuori dalla bocca, con l’ansimante respiro di chi è distrutto da un dolore maledettamente crudele, e con le zampine allargate, così da formare, con il resto del corpo appiccicato sul sedile, una ventosa vivente, c’era Snoopy, un pinscher (che vediamo nella foto con i suoi salvatori) di cui in breve i due ragazzi ci hanno raccontato la straziante storia. La mattina, la bestiolina, cui il veterinario ha accreditato quindici anni di vita, era stata trovata abbandonata per le strade di Itri (con le vacanze ormai finite, le cose belle vengono lasciate a Itri, le BESTIE, invece, se ne tornano a casa, autentiche tane irradiatrici di egoismo e cattiveria). La responsabile dell’Associazione “Orme a 4 Zampe onlus” di Itri, dopo aver rinvenuto la bestiolina in uno stato di pietosa sofferenza, ha contattato Laura e Vincenzo, di Roma, da anni votati alla causa della cura dei cani abbandonati. Il tutto, naturalmente, a titolo completamente gratuito. I due si sono precipitati dalla Capitale e, una volta ricevuto la bestiolina, si sono portati a Formia per una prima visita di ricognizione, presso uno studio veterinario. “Il piccolino -ha certificato il dottore- ha un collasso tracheale completo intra ed extratoracico. Ha pure fatto, a Formia ossigeneraterapia, butorfanolo,desametazone ed enrofloxacin”. Laura De Finis e Vincenzo Costa sono poi ripartiti verso le 20,00 per Roma dove Snoopy avrebbe dormito in casa con i nuovi “genitori” prima di affrontare, giovedi, la visita presso i veterinari che curano i cani raccolti dai due giovani. Il veterinario di Formia ha detto che “il cagnolino (in quanto mingherlino, ma ricordate che ha quindici anni) ha bisogno di cure farmacologiche continue e costanti” per cui ha invitato i due soccorritori a…<incrociare le zampe!!!!>. Fin qui la cronaca dei fatti. A margine della vicenda ci ha gelato al momento del commiato dai due, la risposta di Vincenzo alla nostra domanda che chiedeva quale epilogo aspettava il decorso dello stato di profonda debilitazione dell’animale. “Purtroppo -e i suoi luminosi occhi si sono per un attimo inumiditi- viene a morire a casa nostra. Almeno c’è qualcuno che gli chiuderà le palpebre, quando il destino sarà stato segnato!”. Per un attimo abbiamo rivissuto lo strazio emozionale della scena della madre di Cecilia di manzoniana memoria che, dopo aver adagiato sul carro guidato dai monatti -dopo aver scansato garbatamente la rude seppure partecipe disponibilità del becchino della peste a prendere in braccio l’algida Cecilia- aveva pregato l’uomo -non senza aver prima fatto scendere nelle mani del funereo trasportatore di fiori recisi dalla falce della morte- di passare la sera stessa a salire su in casa a prendere lei e l’altra piccola figlioletta cui il pallore dell’imminente dipartita terrena già segnava tragicamente il volto. Non servono commenti a scene di questo genere. A fronte del crimine perpetrato da quella bestia che è il padrone che si è disfatto del 15enne cagnolino, rifulge l’apologetico riscatto del cosiddetto <homo sapiens> firmato -senza cercarne l’ostentazione- da Laura e Vincenzo. Complimenti, campioni della generosità e del riscatto del genere umano. L’augurio è che madre Natura torni a generarne tanti di angeli come voi. Anche per il motivo che, dopo la vostra partenza, la responsabile dell’associazione “Orme a 4 zampe”, ci ha confidato che il giovane Vincenzo -che si premura di non farlo sapere in giro, perchè, secondo lui, contano i gesti compiuti e non il certificato genealogico- è il nipote di nonno Vincenzo Parisi, già comandante della Polizia di Stato italiana, e padre affettuoso di quella splendida donna che è la mamma dell’angelo dei cani e profeta di un avvenire migliore, Vincenzo, il ragazzo di Laura.

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