ITRI : DE SANTIS: LA RAI FORNISCA IL SERVIZIO DOVUTO

ITRI : DE SANTIS: LA RAI FORNISCA IL SERVIZIO DOVUTO

“Di tutto, di più”. In sintonia con il suo logo pubblicitario, la Rai sta dispensando a Itri veramente di tutto e di più. In termini completamente negativi, però. Non si sono mai visti i canali cosiddetti complementari (Rai sport, Rai scuola, Rai storia e via dicendo). Non sono mai stati visibili in maniera almeno accettabile i tre canali canonici, per il ricorrente fenomeno dello spezzettamento delle immagini in mosaici policromi accompagnati da fastidiosi e inquinanti scoppiettii acustici. Adesso, proprio in occasione dei servizi sui giochi olimpici, si è toccato il fondo. Per giorni interi le immagini delle evoluzioni agonistiche che si svolgevano nella capitale inglese non sono state viste dai teleutenti itrani, da sempre vessati solo fiscalmente ma mai gratificati da un servizio tecnico che rendesse la ricezione delle immagini per lo meno accettabile. A questo punto la rabbia degli abbonati RAI è stata fatta sua dal sindaco Giuseppe De Santis che, rompendo ogni indugio, ha pubblicamente censurato la qualità del servizio, anzi l’efficienza totale del disservizio completo nei confronti delle gente che vive nel territorio itrano. “Sento di non potermi minimamente sottrarre all’obbligo di far giungere ai vertici aziendali della Rai la voce di totale biasimo per il prolungato, se non peggiorato, pessimo servizio reso a un’utenza che, pur in regola con gli obblighi fiscali dovuti, e sebbene reiteratamente maltrattata dalla condizione di totale inefficienza del servizio di ricezione dei programmi e delle immagini, ha avuto fino a oggi la maturità di aver manifestato la sua rabbia in maniera, a dir poco, composta e civile. Oggi questa amministrazione comunale si fa carico dell’evanescenza totale che caratterizza gli impegni dell’ente di viale Mazzini nei confronti degli abbonati di Itri e non esita a prendere una pubblica posizione di biasimevole censura nei confronti dei vertici del pur prezzolato organo dirigente nella corresponsione dei cui emolumenti mensili non si registrano ritardi, nè ammanchi di sorta. Gli Itrani chiedono di ricevere quello che spetta loro e ci sembra oltremodo assurdo il fatto che debbano far ricorso alla voce pur decisa di chi li

*Giuseppe De Santis*

rappresenta istituzionalmente “in loco” per pretendere quanto spetta loro. Fino d oggi -conclude De Santis- abbiamo sempre cercato di mediare la rabbia della gente, presentando le loro giuste istanze presso i vertici Rai e usando un tono dialettico civilmente contenuto. Adesso non ci sentiamo più in grado di garantire, pur ribadendo pubblicamente l’obbligo della scelta di un confronto dialettico civile, il mancato ricorso, da parte della gente, a prototipi di “autofederalismo fiscale”, che nel passato sono state messe in atto sotto la forma del mancato canone RAI quando il segnale del 2° e del 3° canale non erano captabili nell’etere del nostro pur vasto territorio. La gente potrebbe non ascoltare più i nostri inviti al rispetto delle regole. Vedendo che la prima entità interlocutrice che non le rispetta è proprio la Rai, con i suoi disservizi che propinano sempre e soltanto di tutto e di più. In termini di inefficienza!”

You must be logged in to post a comment Login

h24Social