LATINA: GDF SCOPRE FAMIGLIA DI FALSI CIECHI

LATINA: GDF SCOPRE FAMIGLIA DI FALSI CIECHI

Continuano gli interventi della Guardia di Finanza di Torino, impegnata nell’azione di contrasto di sprechi ed illegalità ai danni del bilancio dello Stato, nella prospettiva del contenimento della Spesa Pubblica.

Già a febbraio, individuata una falsa cieca a Pinerolo (TO).

Altri sei i casi ora accertati dal Nucleo di Torino, grazie alle indagini coordinate dalla locale Procura, estese anche nel Lazio.

Addirittura, un’intera famiglia di “furbetti” che intasca indennità di accompagnamento sin dal 1982: 800 euro al mese che, sommati negli anni, fanno lievitare a più di mezzo milione di euro il danno procurato all’I.N.P.S. dai quattro falsi ciechi.

In un altro caso, le indagini sono scattate, sempre a Torino, dopo la segnalazione di un cittadino al “117”, il numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza.

La persona denunciata, oltre alla cecità, simulava anche un’infermità che la “costringeva” sulla carrozzella.

Inequivocabili le immagini raccolte dai Finanzieri.

Il primo caso riguarda una donna originaria della provincia di Latina, residente a Moncalieri (TO), percettrice da oltre un trentennio di indennità di accompagnamento.

A destare sospetto sono stati i differenti atteggiamenti che la signora assumeva di volta in volta, in base alla situazione del momento.

L’handicap, infatti, veniva reso evidente nei pressi o sul luogo di lavoro come centralinista di un Ente pubblico. Una volta lontana dall’ufficio, riponeva nella borsa il bastone e si muoveva con sicurezza per la città.

I militari della G. di F. l’hanno filmata mentre, con passo svelto, attraversava le strisce pedonali, superava binari del tram, zigzagando tra le transenne e salendo i marciapiedi.

I Finanzieri si sono poi incuriositi quando hanno scoperto che anche il fratello, la madre e lo zio, tutti residenti in provincia di Latina, risultavano portatori dello stesso handicap.

I successivi accertamenti nella cittadina laziale hanno confermato i sospetti: anche nel loro caso, la cecità era del tutto simulata.

I quattro sono stati filmati in un ristorante quando, nel corso di un ricevimento, oltre a ballare, si muovevano con disinvoltura tra i tavoli.

Il quinto falso cieco, residente a Torino da più di vent’anni, di origini siciliane, è riuscito a mettere in tasca 80.000 euro nell’arco di 10 anni.

Lavoratore dipendente di un’azienda privata, i Finanzieri l’hanno filmato mentre accompagnava il figlio a scuola, attraversando incroci stradali privi di semafori e cicalini sonori per non vedenti, o mentre, in totale autonomia, faceva acquisti nel mercato rionale di Santa Rita (a Torino).

L’ultimo caso, il sesto, riguarda un’altra donna, torinese, anche lei centralinista presso un Ufficio pubblico. Dichiarata cieca totale da 14 anni, ha intascato indebitamente oltre 130.000 euro, ma in realtà conduceva una vita pressoché normale.

Gli accertamenti, avviati dopo una telefonata al “117”, hanno permesso alle Fiamme Gialle di riprendere la donna a bordo di una carrozzina elettrica per disabili, intenta, dopo aver parcheggiato la sedia a rotelle, a salire da sola alcuni scalini, per dirigersi verso lo studio del proprio medico.

Ancora, è stata filmata nel momento in cui, per avvisare del suo arrivo, già a distanza “suonava” il cicalino della carrozzina, facendo spostare un Finanziere che si era frapposto, o mentre evitava un cassonetto messo di proposito al centro del marciapiede.

Nei loro confronti è scattata la denuncia per truffa aggravata e continuata ai danni dell’I.N.P.S..

Nel caso in cui risultino assunti nella graduatoria riservata ai diversamente abili, rischiano pure il posto di lavoro. I filmati e le prove raccolte sono state acquisite dalla Procura di Torino, che nel frattempo ha disposto il sequestro (preventivo, finalizzato alla confisca “per equivalente”) dei beni mobili ed immobili degli indagati, sui quali rivalersi per risarcire l’Erario.

Si tratta di conti correnti, titoli, n. 13 terreni agricoli e n. 5 appartamenti nelle province di Torino e Latina, per un valore complessivo di quasi 600 mila euro.

Proseguono le indagini nei confronti degli specialisti che hanno certificato la falsa infermità.

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