TRAGEDIA DI VENTOTENE, QUATTRO RINVIATI A GIUDIZIO PER OMICIDIO COLPOSO PLURIMO

TRAGEDIA DI VENTOTENE, QUATTRO RINVIATI A GIUDIZIO PER OMICIDIO COLPOSO PLURIMO

Dopo il rinvio tecnico del 23 aprile, è iniziato questa mattina il processo per la morte di Sara Panuccio e di Francesca Colonello, le due studentesse romane di 14 anni travolte mortalmente il 20 aprile 2010 da due metri cubi di tufo sulla spiaggia di Cala Rossano a Ventotene. Si è svolta, infatti, l’udienza preliminare davanti il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Guido Marcelli che ha rinviato a giudizio, sulla scorta della richiesta del Procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, per omicidio colposo plurimo quattro persone, l’attuale sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, il suo predecessore Vito Biondo, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune, il geometra Pasquale Romano e del Genio Civile di Latina Luciano Pizzuti.

Il processo inizierà il prossimo 24 settembre davanti il giudice unico del Tribunale di Gaeta Rossana Brancaccio. Anche nell’udienza preliminare di oggi è continuata la “guerra” di perizie tra la Procura e la difesa, secondo la quale le responsabilità della tragedia vanno ricercate altrove, in quei dirigenti e funzionari del Genio Civile e dell’Autorità di Bacino per i quali è pendente la richiesta di archiazione da parte della stessa Procura. Tutto ruota intorno  al Pai, il Piano di Assetto idrogeologico, in cui il 95% del periplo dell’isola di Ventotene è considerato a elevato rischio di frana anche se – ed è l’aspetto più paradossale di questa battaglia giudiziaria – tra le parti più sicure sicure figurava quella di Cala Rossano.

Quest’ultimo è stato  il principale cavallo di battaglia della difesa degli imputati che, assistiti dagli avvocati Lino Magliuzzi, Luca Scipione, Renato Archidiacono, Dino Lucchetti, Michele Saponaro, Gianni Lauretti, Giuseppe Zupo, ha dimostrato in aula che la tragedia non è stata preceduta da imperizia, da superficiliatà e tantomeno da comportamenti omissivi, ai diversi livelli. La difesa ha definito quello in corso un processo indiziario per il quale le responsabilità sono altrove. E’ probabile la convocazione di una conferenza stampa per contestare la richiesta di rinvio a giudizio formalizzata dalla Procura di via Ezio. Dopo le severe prese di posizioni delle associazioni Libera e Legambiente, si è costituita parte civile oggi, dopo la famiglia di Sara Panuccio, anche quella di Francesca Colonnello.Da due anni chiedono giustizia e verità per una tragedia che – a loro dire – non è stata provocato soltanto dal fato.

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