PRODOTTI ELETTRONICI SENZA IVA, LA FINANZA SCOPRE UNA MAXIFRODE FISCALE

Una frode fiscale da oltre 100 milioni di euro, con protagoniste 25 società in tutta Italia, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Como. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni e conti correnti per 32 milioni e denunciato, alla magistratura lariana, 24 imprenditori per frode fiscale, emissione e utilizzo di fatture false e indebita compensazione di crediti Iva.

L’operazione ribattezzata ‘Textus’, che ha interessate altre 8 Procure (Roma, Napoli, Santa Maria Capua Vetere, Nola, Tivoli, Pisa, Torino, Latina), ha consentito di individuare un sistema di frode cosiddetta ‘carosello’ in materia di Iva. I sequestri disposti dal gip Nicoletta Cremona coinvolgono 11 conti correnti, 3 depositi titoli, 6 tra immobili e terreni dislocati in due province, 4 auto e partecipazioni societarie in 6 aziende, per un valore complessivo di circa 32 milioni di euro.


Sono state individuate, complessivamente, 23 ‘cartiere’ operanti a livello nazionale (Lazio, Campania, Toscana e Piemonte) che, nel periodo 2006/2010, attraverso la triangolazione con 5 società localizzate in Spagna, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Cipro, hanno introdotto sul territorio italiano articoli di elettronica evadendo l’iva grazie al ricorso a fatture per operazioni inesistenti. A beneficiare del sistema di frode sono state due aziende comasche che hanno annotato nella propria contabilità fatture false per oltre 100 milioni di euro, evadendo Iva e imposte dirette per complessivi 32 milioni di euro.

[AdnKronos]