VULNERABILITÀ GIOVANILE E FUTURO, LA REGIONE LAZIO INCONTRA L’EUROPA

*Il ministro Andrea Riccardi*

“Dalla crisi non si esce da soli, c’è bisogno di più Europa e di occasioni di confronto come queste”. Lo ha dichiarato il ministro per la Cooperazione Internazionale e  l’Integrazione Andrea Riccardi nel corso della conferenza stampa di presentazione di ‘Vulnerabilità giovanile e futuro – La Regione Lazio incontra L’Europa’. Una due giorni di studi organizzata dall’Assessorato Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio e dall’European social network (Esn), che oggi e domani riunisce a Roma esperti italiani e internazionali provenienti da 23 paesi per discutere e confrontarsi sulla situazione dei giovani in Europa e sulla definizione di politiche che ne  tutelino le fasce più vulnerabili. “Questo seminario è espressione di ricerca culturale, di come far meglio per i giovani e i giovani più vulnerabili. Prova che istituzioni come la Regione Lazio e il lavoro dell’assessore Forte hanno un cuore e coltivano l’intelligenza delle persone e degli operatori”. Il ministro è poi intervenuto sulla condizione dei giovani in Italia: “Non dobbiamo fare lezioni ai giovani – ha detto –, sono infastidito da quelli della mia generazione che dimenticano che noi siamo stati fortunati perché abbiamo avuto opportunità. Oggi i giovani smettono di cercare, questo fa paura. Oggi la vera nostra povertà è che mancano reti sociali. Il giovane solo è senza opportunità. Bisogna creare reti, in una dimensione europea come questa”.

Sul punto è intervenuto anche l’assessore regionale Forte: “Siamo abituati a parlare dell’Europa solo in termini economici e finanziari, dimenticando la dimensione umana e sociale. E probabilmente anche per questo il processo di costruzione europeo segna il passo da troppo tempo. Invece la strada è parlare di un Europa dei diritti e attenta al sociale. Per questo dal 2011 siamo entrati a far parte del board ufficiale dell’Esn”. Forte ha poi aggiunto: “Purtroppo, studi di carattere internazionale hanno messo in luce che i giovani fragili, rispetto ai minori che non hanno mai beneficiato dei servizi sociali, presentano un grado d’istruzione inferiore, un tasso di disoccupazione maggiore e sono più esposti all’esclusione, a comportamenti antisociali e a problemi di salute mentale. Insieme all’Esn, vogliamo superare la logica puramente assistenzialista e mettere in campo politiche che permettano ai giovani di condurre una vita adulta autonoma una volta usciti dalla presa in carico dei servizi sociali”.

Il presidente dell’Esn Lars Goran Jansson ha spiegato: “Siamo un network europeo di istituzioni, associazioni e operatori che lavora per migliorare le politiche sociali degli Stati membri. In questa due giorni di studi il nostro obiettivo è confrontarci e condividere le buone prassi presenti nel Lazio e a livello europeo su due temi fondamentali: i percorsi di autonomia per i giovani che escono dalla presa in carico dei servizi sociali e l’abbandono scolastico precoce. La partecipazione di esperti, utenti di servizi e universitari di 23 diversi paesi sottolinea l’importanza di queste problematiche. In questo periodo di difficoltà economiche è importante tendere a risultati migliori. Per farlo va favorito il dibattito pubblico, per questo ringraziamo la Regione Lazio per questa occasione”.

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