ITRI, FURTO SACRILEGO AI DANNI DI MARIA ADDOLORATA

*padre Luigi Donati*

Furto sacrilego nella chiesa dell’Annunziata a Itri. Dalla statua della Madonna Addolorata sono state rubate una catenina e gli orecchini. A darne notizia è stato lo stesso responsabile della parrocchia di Santa Maria Maggiore nel cui ambito l’Annunziata funge da chiesa, padre Luigi Donati, passionista, che ricopre anche l’incarico di superiore del locale convento della congregazione di San Paolo della Croce.

La notizia, che ha lasciato di stucco e che ha fortemente indignato l’affollata assemblea serale che aveva preso parte alla Messa vespertina, è stata data dallo stesso padre Luigi, che ha fatto la sua ricomparsa in chiesa dalla Domenica delle Palme, data in cui venne ricoverato per problemi cardiaci che hanno richiesto per il suo ristabilimento un intervento, così come è successo per l’altro passionista, parroco di San Michele Arcangelo,
cappellano della casa di riposo delle Suore Francescane Alcantarine di via San Martino di Itri e dei degenti della clinica “Casa del Sole” a Formia, padre Mario Corvino, il quale è ancora degente all’ospedale “Agostino Gemelli” a Roma, dopo aver subito, anche lui, un delicato intervento al cuore.

Padre Luigi, che non ha officiato la Santa Messa, ha però preso la parola al momento del commiato prima della Benedizione finale per comunicare alcuni avvisi relativi le funzioni della settimana e per dare notizia del grave atto sacrilego. Il furto sarebbe avvenuto -secondo quanto detto dal sacerdote- quando la statua è “uscita” per la tradizionale processione, per le strade di Itri, del Venerdi Santo, quando vengono portate insieme il Cristo morto e la Madonna Addolorata.

In quella occasione il parroco era ricoverato presso l’ospedale “Dono Svizzero” di Formia, ma dai filmati della processione pare evincersi il fatto che al rientro in chiesa gli oggetti d’oro non ci fossero addosso alla Vergine. Con tono veramente pastorale e non inquirente, in sintonia con il messaggio evangelico del perdono e del pentimento catartico, padre Luigi ha invitato chi ha commesso il furto a far pervenire quanto è stato rubato, anche senza dichiararsi ufficialmente. Se, però, entro giovedi, nessuno avrà fatto riavere gli oggetti, la cui valenza è più religiosa che economica, allora -ha concluso padre Luigi- si vedrà costretto a rivolgersi alla locale caserma dei CC per denunciare il furto. Il gesto, che ha comprensibilmente scosso la comunità cattolica di Itri, non è il primo di questo genere.

In precedenza c’erano stati affronti sacrileghi nel corso degli anni. Il più clamoroso fu il furto, nell’estate del 1978, delle tre corone d’oro poste sulla testa dell’effigie della Madonna della Civita, collocata sull’altaremaggiore del santuario sull’omonimo monte a nord di Itri. Le tre corone erano il frutto di tre “Incoronazioni” avvenute con periodicità secolare (21 luglio 1777, 21 luglio 1877 e 21 luglio 1977) quando la sacra effigie viene portata in paese, a Itri, e pubblicamente incoronata con una corona alla volta, nel corso di un mese di festeggiamenti solenni, nella piazza centrale del centro aurunco che, proprio per qusto evento, viene chiamata Piazza Incoronazione.

Dalla data del furto (le tre corone d’oro non vennero più ritrovate e da allora si decise di lasciare la Vergine senza di esse, anche perchè la sua immagine acquistava così un’impronta più materna che regale) la chiesa del Santuario ha cominciato ad essere aperta secondo un certo orario e controllata da qualcuno. Altri episodi sacrileghi hanno visto protagonista la statua argentea della Madonna della Civita, che si conserva, adesso, nella cappella blindata della chiesa dell’Annunziata. Una volta, quando era ospitata nella casa gentilizia della famiglia De Fabritiis, fu
oggetto di ripetuti tentativi di furto da parte di ignoti malviventi, tanto che si pensò di custodirla, prima della costruzione dell’attuale cappella, murandola e tirandola fuori solo in occasione della festa patronale del 20, 21 e 22 luglio. Successivamente la stessa statua “scomparve” e ci volle tutto il furore investigativo dell’allora comandante dei CC di Itri, m.llo Sergio Biliotti, coadiuvato da sacerdoti, fedeli e responsabili del comitato festeggiamenti patronali, per “recuperarla” al Monte di Pietà di Roma dove l’ultimo rampollo della “gens” che la custodiva, l’aveva portata per far fronte a inadempienze economiche personali. Da allora Itri si è stretta quasi morbosamente attorno alla statua argentea (che è il frutto delle offerte del popolo itrano del secolo scorso) per evitare che gesti diruberie e offese sacrileghe potessero o portarla via o danneggiarla. E il caso della Madonna Addolorata denunciato da padre Luigi Donati ha fatto salire all’improvviso, di nuovo, il livello di allerta, anche alla luce di altre forti polemiche per gli strani “viaggi di sola andata” di quadri religiosi portati via dalle chiese di Itri e attualmente in mano a tenutari che sembrano non intenzionati a farli rientrare in paese. Una saga, in definitiva, che non conosce tregua!

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