PASTIFICIO PAONE: ATTESA PER IL PRONUNCIAMENTO DEL TRIBUNALE DEL RIESAME

PASTIFICIO PAONE: ATTESA PER IL PRONUNCIAMENTO DEL TRIBUNALE DEL RIESAME

C’è molta attesa per il pronunciamento giovedì del Tribunale del Riesame chiamato a discutere il voluminoso ricorso presentato dalla proprietà dell’ex Pastificio Paone di Formia contro la convalida del sequestro dello storico stabilimento industriale operato dal Gip del Tribunale di Latina Tiziana Coccoluto in seguito al sequestro cautelativo operato dai Carabinieri e del Nipaf della Guardia Forestale su disposizione del procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dei sostituti procuratori Giuseppe Miliano e Olimpia Monaco.

Se i sigilli stanno mettendo in difficoltà l’attività economica e produttivo del nuovo pastificio inaugurato nella zona industriale di Penitro, si preannuncia davanti i giudici del Riesame una bagarre tra accusa e difesa. La Procura di Latina è convinta che la riconversione andava accompagnata da un piano di lottizzazione convenzionata di iniziativa privata mentre la famiglia Paone sostiene che la nascita di un modesto centro commerciale e direzionale al posto dell’ex e superato pastificio nei pressi dell’ospedale Dono Svizzero era prevista dal Piano Regolatore generale approvata nel 1980.

Le motivazioni della richiesta di dissequestro saranno illustrate dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, il legale di uno dei quattro indagati per abusivismo edilizio: l’imprenditore e consigliere comunale di Formia Stefano Paone . La difesa fa essenzialmente due ragionamenti: la riconversione dell’ex sito industriale non stava provocando alcun aumento delle volumetrie – il corpo di fabbrica non è stato affatto modificato – così come non sarebbe stata necessaria la richiesta della prescritta autorizzazione urbanistica attuativa del Prg poichè l’area risulterebbe da tempo già all’interno di un sistema urbano stratificato.

Determinanti per il pronunciamento da parte del Riesame saranno le perizie di parte che la difesa di Paone ha presentato: una è dell’ingegner Raffaele Giarnella che, numeri alla mano, dimostra come la delocalizzazione a Penitro del vecchio pastificio abbia diminuito nella nevralgica zona il transito veicolare e l’immissione in atmosfera fumi derivanti dalla produzione della pasta commercializzata in tutto il mondo. La revoca dei sigilli è molto attesa dalla famiglia Paone che con un piano industriale pensava, attraverso la riconversione e l’affitto del vecchio pastificio, da sito industriale a centro commerciale e direzionale, di finanziare la costruzione del nuovo e stabilimento, le cui maestranze chiedono garanzie sul loro futuro occupazionale.

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