FORMIA, SEQUESTRO EX PASTIFICIO PAONE: PROTESTANO I LAVORATORI

FORMIA, SEQUESTRO EX PASTIFICIO PAONE: PROTESTANO I LAVORATORI

Il sequestro cautelativo dell’ex pastificio Paone di Formia eseguito dai Carabinieri e del Nipaf della Guardia Forestale, in attesa del pronunciamento del Tribunale del Riesame, sta mettendo in difficoltà la più antica attività produttiva della provincia di Latina. Il convalida del provvedimento di sequestro da parte del Gip Tiziana Coccoluto dello storico stabilimento ha aggravato una situazione di malessere e di preoccupazione da parte degli oltre cinquanta dipendenti del pastificio, da 15 mesi operante, dopo il trasferimento, nella zona industriale di Penitro. Ma qual è il legame tra il provvedimento giudiziario chiesto dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dai sostituti procuratori Giuseppe Miliano e Olimpia Monaco e questa prestigiosa realtà produttiva conosciuta in tutto il mondo?

Semplice, la famiglia Paone con un la riconversione e l’affitto del vecchio pastificio, da sito industriale a centro commerciale e direzionale, pensava di finanziare la costruzione del nuovo e stabilimento che questa mattina, per la prima volta, si è bloccato. Sono scesi in strada un po’ tutti, da chi fa materialmente la pasta agli amministrativi e agli autotrasportatori che hanno inscenato una manifestazione di protesta per chiedere il dissequestro del vecchio stabilimento, i cui sigilli hanno già provocato perdite e penali per quasi 200mila euro.

La Procura di Latina è convinto che la riconversione andava accompagnata da un piano di lottizzazione convenzionata di
iniziativa privata mentre la famiglia Paone sostiene che la nascita di un centro commerciale e direzionale era prevista dal Piano Regolatore generale approvata nel 1980. Ma gli operatori chiedono garanzie sul loro futuro occupazionale.

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