RIFIUTI TOSSICI: ESPOSTO LIBERA E LEGAMBIENTE SU DISCARICA DI BORGO MONTELLO

RIFIUTI TOSSICI: ESPOSTO LIBERA E LEGAMBIENTE SU DISCARICA DI BORGO MONTELLO

Marco Omizzolo e Antonio Turri per Legambiente e Libera hanno presentato ieri alla Procura della Repubblica del Tribunale di Latina, al prefetto di Latina Antonio D’Acunto, al questore di Latina Alberto Intini, alla Corte dei Conti, alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, alla Direzione Investigativa Antimafia di Roma, al Nucleo Operativo Ecologico di Roma, al Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Latina, al presidente della Giunta della Regione Lazio Renata Polverini, al presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, al sindaco del Comune di Latina Giovanni Di Giorgi un esposto sulla discarica di borgo Montello (LT) e scavi per ricerca fusti tossico-nocivi.

“Premesso lo stanziamento di fondi da parte della Regione Lazio per la ricerca di fusti contenenti materiale tossico-nocivo probabilmente interrati dall’inizio degli anni Ottanta nei vari invasi della discarica di borgo
Montello;

Premesso che il progetto per la caratterizzazione messo in capitolato di gara è stato redatto da due tecnici dei tre complessivamente indicati dalla ditta EcoAmbiente e già consulenti della stessa;

Premesso che la società EcoAmbiente risulta essere una delle due società che gestisce attualmente i siti che costituiscono la discarica di borgo Montello;

Premesso che in data 22.02.2012 con gara di appalto pubblica con procedura negoziata ai sensi dell’art. 122 comma 7 del D. Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., in esecuzione alla determinazione dirigenziale n. 1532 del 24.08.2010 e n.140 del 02.02.2012, la società Poseidon srl risulta vincitrice della gara d’appalto al massimo ribasso d’asta del 37,999% su un importo complessivo dei lavori pari a 477.796,60 euro e che la stessa società Poseidon srl risulta essere fornitrice della società LatinaAmbiente, a sua volta socia della società EcoAmbiente;

Premesso che la stessa società Poseidon non risulta alle associazioni scriventi avere specifiche competenze nel campo delle bonifiche o delle ricerche dei rifiuti industriali e pericolosi mentre sembrerebbe che la medesima società Poseidon abbia rapporti economici consolidati nel conferimento di rifiuti con entrambe le società che attualmente gestiscono i siti della discarica di borgo Montello, tanto da risultare da anni sub-appaltatrice della Latina Ambiente, cioè  del “controllore” di Ecoambiente, a sua volta debitrice proprio con la Poseidon Srl per circa 800 mila euro;

Premesso che a base dell’intera vicenda di ricerca dei fusti tossico-nocivi ci sono le dichiarazioni rese in data 13 marzo 1996 dal noto collaboratore di giustizia Carmine Schiavone il quale dichiarò agli ufficiali di PG verbalizzanti che la provincia di Latina non può definirsi immune dal problema dei rifiuti smaltiti illecitamente e che riferiva che tale Salzillo Antonio, ai tempi in cui faceva parte ancora del suo gruppo, operava con la discarica ufficiale di borgo Montello. Si ricorda che da tale struttura, il collaboratore sopra indicato prendeva una percentuale sui rifiuti smaltiti lecitamente e che ricavava la somma di cinquecentomila lire per ogni fusto, per interrare nella stessa discarica fusti contenente materiale tossico-nocivo;

Premesso che l’epoca a cui si riferiva il collaboratore di giustizia Carmine Schiavone vedeva l’invaso S0 completamente esaurito mentre erano attivi gli invasi S1 e S2;

Premesso che le scriventi associazioni non riescono a comprendere come vengano utilizzati le risorse economiche pubbliche per cercare i dichiarati fusti tossici in un luogo dove questi non dovrebbero trovarsi;

Premesso che dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone relative alla presenza di fusti tossici interrati nella suddetta discarica si evince la chiara configurazione di diverse ipotesi di reato commesse oltretutto con l’aggravante del metodo mafioso;

Premesso che in quel periodo venne altresì assassinato il parroco di borgo Montello, Don Cesare Boschin, e che quella morte non è da escludere sia da legarsi alle inquietanti presenze di esponenti dei Casalesi in tutta l’area
circostante la discarica;

Queste associazioni chiedono:

a) che le operazioni di scavo siano seguite da periti nominati dalla Procura della Repubblica che avrà sicuramente aperto fascicoli d’inchiesta sui traffici di rifiuti organizzati dalla camorra dei Casalesi su questo territorio, cosa del resto evincibile anche dal fatto che alla metà degli anni duemila furono rinvenute monete metalliche delle vecchie lire interrate in un terreno confiscato agli esponenti del clan dei casalesi, in località Piano Rosso di Cisterna di Latina (LT). Indagini che a quanto è a conoscenza di queste associazioni non portarono all’individuazione di alcun colpevole, nonostante i residui metallici delle vecchie lire furono trovate in grandissima quantità in sacchi che riportavano la scritta Banca d’Italia.

b) al Presidente della Regione Lazio, al Sindaco di Latina e agli assessorati competenti che vengano eseguiti i lavori di scavo lì dove con probabilità furono effettivamente interrati i rifiuti tossici anche in relazione alle denunce a suo tempo presentate da ex dipendenti delle società che all’epoca gestivano il sito e che accusarono malori su cui indagò, seppure senza risultato, la Digos della Questura di Latina;

c) che venga permesso ad esperti nominati da queste associazioni di seguire le operazioni di ricerca dei fusti, finalizzata a garantire la trasparenza delle operazioni, attraverso la possibilità di fotografare e videoriprendere
l’attività in esecuzione;

Queste associazioni annunciano altresì l’intenzione di costituzione di parte civile in tutti i processi pendenti avviati aventi a base la commissione di reati ambientali che riguardino anche per il futuro il sito di borgo Montello”.

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