PROGETTO PIANURA BLU DI ANTONIO PENNACCHI: VENERDI’ 16 MARZO LA PRESENTAZIONE

Dopo il travolgente successo di Canale Mussolini (oltre 375.000 copie vendute in Italia, premio Strega 2010, libro rivelazione già in Francia, Olanda e Germania, prossime uscite nel resto del mondo), Antonio Pennacchi non si è messo a lavorare, come pure ci si sarebbe aspettato, ad un nuovo romanzo, bensì ad un progetto integrato territoriale di inusitata grandezza. Insieme alla neonata Officina Pennacchi, alla Camera di Commercio di Latina e al Pomos, Polo di ricerca per la mobilità sostenibile dell’università la Sapienza finanziato dalla Regione Lazio, vuole ridisegnare l’intero panorama agrario ed urbanistico dell’Agro Pontino.

“La scelta di promuovere l’idea progettuale di Antonio Pennacchi – ha commentato il presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola – si colloca all’interno di una strategia più ampia che intendiamo portare avanti, in collaborazione con le istituzioni locali, associative e imprenditoriali, finalizzata alla valorizzazione dei prodotti turistici e culturali legati all’acqua. In tal senso la navigabilità dell’intera rete dei maggiori fiumi e canali di bonifica dell’Agro Pontino assume un ruolo strategico, anche per la sua funzione di collettore territoriale”.

Sino ad ottant’anni fa, questo territorio di oltre 700 chilometri quadrati era stato lungamente preda delle acque: paludi inospitali, stagni malarici e foreste impenetrabili. Per secoli e secoli qui i malcapitati ci si erano mossi solo faticosamente a cavallo o, soprattutto, in barca, sugli antichi ‘sandali’. Poi la bonifica fascista negli anni 30 del Novecento e la colonizzazione diffusa: sino a quarant’anni fa – fino agli anni 60 – c’era un mare di biciclette che da tutti i borghi, lungo strade regolarmente cintate dalle fasce frangivento di eucalypti, raggiungevano le ‘città nuove’ e le fabbriche appena nate dalla Cassa per il Mezzogiorno.

Oggi quelle fabbriche sono quasi tutte chiuse, pure l’agricoltura è ridotta al lumicino, ma sull’Agro Pontino continuano a vivere circa 350.000 persone. In alcune zone non c’è più una fascia frangivento e ci si muove solo – peraltro a rilento e assai difficoltosamente – in macchina. Non si vede più una bicicletta, quasi. Ci vanno solo i pachistani. Che più di qualche volta vengono ficcati pure sotto. E’ l’unica pianura italiana, ex-palude, in cui non ci si muova né in barca né in bicicletta: tutti in macchina a tamponarsi e ad inquinare pure l’aria.

“Ma se non vai in bicicletta o in barca qua – dice Pennacchi – dov’è che ci vuoi andare? Sulle Alpi e gli Appennini?”. E pensare che c’è gente che da Latina spende i soldi per andare in vacanza alla Camargue.

Il progetto “PIANURA BLU – Le vie d’acqua della regione pontina” prevede di mettere in diretta comunicazione e rendere completamente navigabile l’intera rete dei maggiori fiumi e canali di bonifica dell’Agro Pontino, per una percorribilità complessiva di oltre 300 chilometri. In pratica, sarà possibile andare da Campoverde fino a Terracina e dai monti Lepino-Ausoni al mar Tirreno – in ogni direzione – in barca o in bicicletta, a cavallo, in hovercraft e mezzi anfibi. A fianco ai corsi d’acqua, difatti, oltre a ripristinare le fasce frangivento sono previste le piste ciclabili, i nodi di scambio, gli attracchi, i moli e le aree di sosta munite di zona ristoro e colonnine elettriche per la ricarica dei battelli. La dislocazione di queste aree terrà particolare conto dei beni archeologici ed ambientali da valorizzare. Sia i mezzi di trasporto che tutti gli impianti fissi saranno inoltre ecocompatibili, con l’utilizzo del mini-eolico, mini-hydro o energia solare, progettati e realizzati appositamente dal Pomos, il Polo per la mobilità Sostenibile (www.pomos.it), che nasce da un accordo tra la Regione Lazio, il Comune di Cisterna di Latina e il Dipartimento D.I.E.T. dell’Università La Sapienza di Roma. È un centro di sperimentazione e innovazione tecnologica, luogo di riferimento per giovani ricercatori (ad oggi, una ventina), dottorandi e studenti, e punto di aggregazione per tutte le piccole e medie imprese che operano nel settore della mobilità (più di settanta accordi quadro stipulati).

La qualità e quantità delle acque e la stessa sicurezza dell’intera rete saranno tenute costantemente sotto controllo centralizzato informatico, che prevede anche l’utilizzo di droni.

Il progetto – le cui finalità storico-ambientali e le immediate ricadute sul piano economico, turistico ed occupazionale, oltre che su quello estetico, sono di per sé evidenti – verrà presentato nei suoi maggiori dettagli alla stampa-tv, agli enti locali, alle autorità politiche, alle associazioni e all’intera comunità pontina da Antonio Pennacchi, venerdì 16 marzo, alle ore 11.00, presso la sala conferenze del palazzo della cultura di Latina.
Interverranno anche Vincenzo Zottola – Presidente della Camera di Commercio di Latina, ente organizzatore – e il prof. Fabio Massimo Frattale Mascioli del Pomos-Sapienza.

Con l’Officina Pennacchi hanno lavorato a questa fase di progetto – insieme allo scrittore – gli architetti Riccardo Zefferi e Massimo Rosolini, l’archeologo Francesco Moriconi, il navigatore Saverio D’Ottavi, Giovanni Maurizio Pennacchi e per il POMOS Marco Dessì.

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