ITRI CONTRO IL RISCHIO CHIUSURA DEL CENTRO TRASFUSIONALE DI FORMIA

*Giovanna Biondino, direttrice del Centro Trasfusionale di Formia*

“Non abbasseremo la guardia finchè il decreto che blocca la chiusura del Centro trasfusionale presso l’ospedale di Formia non diventerà operativo a tutti gli effetti con i dovuti imprimatur legali e ammnistrativi da parte della Regione”.

A parlare così è Tonino Stravato di Itri, impegnato da anni a convogliare presso il Centro Trasfusionale operante presso il “Dono Svizzero” di Formia centinaia di donatori di sangue. Operaio edile, e pertanto al di sopra di qualsiasi sospetto che possa far pensare che questo slancio autenticamente disinteressato sia finalizzato “ad usum delphini”, Stravato continua ad accompagnare, con cadenza periodica, neofiti della donazione, i quali, successivamente, si recano da soli a Formia, dove si raccolgono più di quattromila sacche di sangue ogni anno.

*Tonino Stravato all'ingresso del Centro Trasfusionale*

Ha coinvolto in questa battaglia per la vita di molti pazienti i soci dell’Azienda faunistica “Fra’ Diavolo” di Itri del presidente Silverio Sinapi, gli amici del gruppo di Azione Cattolica, dirigenti e atleti della Nuova Itri, della Pro Calcio e del Real Campello, oltre a  decine di conoscenti in genere. Ultimamente, di fronte alla paventata chiusura del Centro, Stravato ha contribuito alla raccolta di circa duemila firme solo a Itri ed è costantemente impegnato contro eventuali rimangiamenti della parola data con cui dalla Pisana assicuravano la sospensione del decreto di chiusura del Centro.

“Ci chiediamo – sottolinea mentre ha appena finito di accompagnare alcuni atleti della Pro Calcio, tra i quali l’ex capitano e bandiera della Nuova Itri, Michele Fidaleo, insieme a Oriano Lepizzera –  come è possibile immaginare che i quattromila donatori che vengono con tanto entusiasmo a Formia potrebbero recarsi a Latina per compiere il loro gesto tanto nobile. Sono più di 170 chilometri da percorrere su strade dove ci si muove come lumache. E’ un problema parcheggiare nella città capoluogo. Neppure è pensabile ricorrere ai mezzi pubblici. Salterebbe più di mezza giornata, con i donatori, a digiuno, sbattuti su mezzi di servizio spesso fatiscenti.

*I calciatori della Pro Calcio Itri donano il sangue*

C’è gente che non approfitta della giornata libera che spetta per legge a chi dona, per cui, se si reca a dare il sangue a Formia, subito dopo – anche se è sconsigliabile – va a lavorare, perchè nessuno lascia scendere dall’alto il paniere, con la manna economica, se non ci si impegna nel lavoro. Se questa gente dovesse andare a Latina, e parlo per i circa quattrocento donatori di Itri, penso che neppure trenta persone sarebbero tentate dal farlo. Poi c’è il problema dei pazienti che sono assistiti dal centro, persone che, oltre alla malattia, sono, in gran numero, penalizzate dall’età avanzata. Come farebbero costoro se la Regione dovesse obbligarli a recarsi a Latina? E poi – conclude Stravato – non possiamo permettere che si penalizzi il meraviglioso lavoro di squadra operato presso il Centro da tutta l’equipe, a partire dalla direttrice, la dott. Giovanna Biondino, per finire a tutti gli operatori, con l’infermiere Saverio De Meo sempre pronto e disponibile, come tutto il personale del resto. Noi di Itri non abbiamo abbassato la guardia e fintanto che non vedremo la situazione risolta senz’ombra di dubbio, non ce staremo a guardare. Pungoleremo incessantemente i vertici aziendali dell’Asl anche perchè Latina ha già il vantaggio di essere più vicina a Roma, mentre Formia è lontano da quell’unico polo validamente operativo della Sanità regionale che è rappresentato dalle strutture capitoline. Almeno ci lasciassero l’eccellenza del Centro Trasfusionale!”

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