MORLANDO RIMANE IN CARCERE FINO A VENERDì

MORLANDO RIMANE IN CARCERE FINO A VENERDì

*Giovanni Morlando*

**ARTICOLO RETTIFICATO**Dopo la clamorosa sentenza di ieri sera di assoluzione per l’omicidio di Igor Franchini , Giovanni Morlando dovrà rimanere in carcere sino a venerdì. Dovrà scontare completamente i tre anni che la seconda sezione della Corte d’Assise d’appello di Roma gli ha comminato per la distruzione del cadavere del ballerino di Scauri. Quando era tutto pronto per il ritorno nella sua abitazione di S.Croce, Giovanni Morlando dovrà rimanere in carcere altri tre giorni per espiare completamente la condanna letta ieri, dopo cinque ore di camera di consiglio, dal presidente Luigi Luca. La sentenza comunque, ha recepito in pieno la linea difensiva degli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giovanni Cencioni che hanno sempre ribadito, grazie alla perizia informatica dell’ingegner Roberto Scarpellino, l’estraneità del loro assistito che –
a loro dire – non poteva trovarsi nel luogo della mattanza all’ora del delitto. La difesa, ricostruendo il traffico telefonico, ha posticipato di 30-45’ minuti l’ora del delitto rispetto alla ricostruzione della

*L'avvocato Pasquale Cardillo Cupo*

Procura. Il presidente della seconda sezione della Corte d’Appello Luigi Luca ha annunciato che entro i prossimi 90 giorni saranno rese note le motivazioni di questa clamorosa sentenza che ha permesso questa sera a Morlando di tornare a casa dopo quasi tre anni. Sconcerto e delusioni sono state esternate dalla madre di Franchini, Margherita Salice, che si era costituita parte civile attraverso l’avvocato Natale, e dal procuratore generale Alberto Cozzella che nella sua lunghissima requisitoria aveva chiesto 25 anni di carcere per Morlando, uno in meno rispetto alla sentenza di primo grado. Per questo omicidio resta in carcere il solo Andrea Casciello, condannato a 14 anni dopo il giudizio d’appello e in attesa del pronunciamento della sentenza definitiva. A credere nell’innocenza di Morlando sono stati, oltre alla sua famiglia, gli avvocati Cardillo Cupo e Cencioni, il primo legale, l’avvocato Luciano Riccardelli e il criminologo Carmelo Lavorino che però restituivano gli incarichi loro conferiti durante il processo di primo grado e prima del processo d’appello per motivi tecnici e strategici. L’avvocato Cardillo Cupo è stato il primo a sperare ma a non credere alla sentenza di assoluzione di Giovanni Morlando.
Scritto da Saverio FORTE

 

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