ITRI: NEONATA DI TRE MESI COLPITA DA ‘ATTACCO DI MORTE’

ITRI: NEONATA DI TRE MESI COLPITA DA ‘ATTACCO DI MORTE’

Tragedia sfiorata, per le carenze della sanità pubblica, a Itri. Una bimba di solo tre mesi, colpita da “attacco di morte”, era stata portata d’urgenza presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Mons. Luigi Di Liegro” di Gaeta, scelto come ricovero più vicino alla residenza della piccolina.

Nonostante il grande prodigarsi degli operatori del reparto -come ha tenuto a precisare la zia della bambina, titolare di una sala scommesse, la quale, a nome della famiglia, ha pubblicamente ringraziato tutto il personale del Pronto Soccorso- per la piccola non ci sarebbe stato nulla da fare per la mancanza di una TIC, la strumentazione necessaria a un centro di neonatalogia attrezzato per fronteggiare casi di questo genere. Vista la drammaticità estrema della criticità, è stato chiesto l’intervento dell’eliambulanza, in attesa della quale medici e infermieri hanno fronteggiato la situazione propinando l’ossigeno alla piccolina in maniera tanto “artigianale”, data la mancanza dell’attrezzatura e sorretti solo dalla forza della disperazione nella lotta contro il tempo.

Fortunatamente l’arrivo tempestivo dell’eliambulanza e il rapido trasferimento presso il nosocomio romano hanno dato la possibilità ai medici del “Bambin Gesù” di tamponare una situazione che andava aggravandosi, con il rischio di un epilogo tragico. Solo dopo alcune ore i responsabili del reparto hanno sciolto la prognosi, liberando i genitori e i familiari dal tremendo incubo che era calato su tutti i parenti. L’episodio ha fornito l’occasione alla famiglia, di cui la zia si è fatta portavoce, per denunciare la mancanza totale di una struttura che, da Roma al Garigliano possa fronteggiare l’insorgenza di una criticità tanto grave.

“C’è una provincia intera -ha denunciato la zia- che non è dotata di un centro di neonatalogia attrezzato per ogni evenienza e, pensando che dal confine sud, di Santi Cosma e Damiano, a Roma, c’è una distanza di circa duecento
chilometri, con la mancanza di vie di collegamento veloci, si capirà bene come la fortuna non assisterà sempre i casi di tragica urgenza come quello della mia nipotina. Cosa si aspetta a intervenire?”

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