SEMPRE PIU’ NERA LA SITUAZIONE DELLA ESTRUSIONE ITALIA DI SEZZE

“E’ a dir poco preoccupante la situazione dello stabilimento di Sezze che produce profili di alluminio, o meglio dovrebbe produrre, visto che da ormai un mese le attività sono praticamente ferme. Ad oggi tutti i 91 dipendenti sono sospesi in cassa integrazione a zero ore, ma peggio che non c’è visibilità ne per le prossime settimane ne tanto meno per il prossimo futuro”. Così il segretario generale Fiom di Latina Tiziano Maronna sulla situazione dello stabilimento Estrusione Italia di Sezze.

“Indubbiamente – prosegue – la crisi è la prima artefice dello stato delle cose, infatti il settore dell’alluminio e in modo particolare del profilo del serramento ormai da almeno due anni soffre della stagnazione del settore edilizio, ma da parte della proprietà non abbiamo, come sindacati, proposte o un piano per uscire dal tunnel.
Per questi motivi necessita di aprire un tavolo, prima come coordinamento nazionale, poi eventualmente con il Ministero dello Sviluppo economico, coinvolgendo anche i territori di Salerno e Brescia nei quali si trovano gli altri due stabilimenti del gruppo per capire complessivamente quali iniziative intraprendere.

Domani mattina alle ore 09,00 ci sarà una assemblea con tutti i lavoratori, davanti ai cancelli dello stabilimento sito sulla SS dei Monti Lepini al km 44,000, per illustrare quali azioni mettere in campo con la speranza che le istituzioni locali prendano atto della situazione e contribuiscano ad arginare il processo di desertificazione occupazionale che ormai da anni sta mettendo in ginocchio il territorio pontino.

Considerando il fatto che la sofferenza del settore dell’alluminio non è circoscritta solo nei confronti della Estrusione Itali di Sezze ma coinvolge anche altre realtà della provincia come la Sapa di Fossanova, la Hydro Slim e la Indinvest di Cisterna di Latina che complessivamente comprendono oltre 800 lavoratori diretti più l’indotto.
Infatti sia la Hydro Slim che la Sapa Profili a causa del calo delle commesse si sono viste costrette, dopo aver chiuso le procedure di mobilità, di attivare percorsi di cassa integrazione.

A tal proposito le segreterie Nazionali di Fiom, Fim e Uilm hanno inviato al Ministro Passera un a lettera di apertura di un tavolo di confronto per tutto il settore a livello Nazionale”.

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